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La manifestazione in città

La manifestazione in città

No ai tagli degli istituti. "Se chiudiamo rischio camorra per tanti ragazzi"

Manifestazione in piazza del Gesù con case famiglia, convitti, case residenziali che ospitano ragazzini a rischio. Appello per Forcella, Scampia, Secondigliano, Barra, Quartieri Spagnoli

Erano in centinaia stamattina in Piazza del Gesù a Napoli, per protestare contro i mancati finanziamenti del Comune di Napoli, nei confronti dei tanti istituti semi-convitto che ci sono in tutta la zona partenopea. Molti saranno anche i malati di Hiv che non sanno ancora dove verranno trasferiti, un esempio su tutti è la casa famiglia Cardinale Sisto Riaria Sforzo, che rischia la chiusura per i mancati contributi dell'amministrazione. Gli operatori sociali, infatti, non vengono pagati dal settembre e le istituzioni hanno chiesto già di trovare un altro posto per gli ospiti.

Per l'Istituto S. Antonio a Secondigliano, invece, sono due anni che il comune non paga la retta e rischia di chiudere a breve, lasciando “senza speranza” molti dei ragazzini del quartiere. «I nostri sono centri semi residenziali – dichiara Suor Cecilia, rappresentante dei convitti – sono utili alla società tutta. Noi siamo qui per dimostrare che il lavoro che facciamo è per i ragazzi e aiuta le famiglie che hanno numerose problematiche». Molti, infatti, sono i ragazzini dei quartieri popolari che vivono situazioni delicate in famiglia.

Suor Cecilia, appunto, spiega che “molti di loro non hanno entrambi i genitori, sono figli di carcerati o di tossicodipendenti”. In questi casi, quindi, la mamma è costretta a lavorare ed i centri semi residenziali (convitti, case famiglia e tutte le strutture volte al sociale), accolgono i loro figli, per non lasciarli, spesso, tra la strada. Prima gli istituti, d'accordo con il Comune di Napoli, portavano le loro fatture e spese alle banche, in seguito, però, nemmeno più le banche sono state pagate e non hanno più fatto credito ai semi convitti. «Molti sono ragazzi a rischio – continua Suor Cecilia – ed i genitori vogliono lasciarli in un posto sicuro. Siamo in piazza anche per dimostrare quanto possiamo e sappiamo fare con i nostri centri. L'appello è al sindaco – continua suor Cecilia – ma anche a tutta la politica in generale: se siete convinti che tutto questo lavoro serva a qualcosa allora aiutateci anche voi».

È un appello “disperato”, per non far restare all'uscio molti di questi ragazzini. Forcella, Scampia, Secondigliano, Barra, Quartieri Spagnoli. In tutte queste zone, lasciate al degrado da anni, si trova uno di questi centri, pronto ad accogliere i minorenni. «È a rischio il futuro di molti ragazzini – conclude Suor Cecilia – lasciandoli per strada potrebbero diventare facile preda della camorra. Molti centri già stanno chiudendo, non riescono a sostenere le spese».

 

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