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Manifestazione contro l'affaire rifiuti: sacchi d'oro davanti la Provincia

"Monnezza d'oro", megafoni e striscioni di fronte al palazzo della Provincia di Napoli. Il comitato e le delegazioni di Terzigno, Boscoreale, Chiaiano, Pianura e altri cittadini in protesta contro il Governo

Erano centinaia, ieri pomeriggio, i cittadini che fuori al palazzo della provincia di Napoli hanno deciso di manifestare contro il piano per la gestione dei rifiuti attuato dal Governo di Silvio Berlusconi. Insieme ai comitati e alla “Rete campana salute ambiente”, c’erano delegazioni di Terzigno, Boscoreale, Chiaiano, Pianura e altri cittadini, che hanno portato la loro solidarietà in piazza accanto alle popolazioni dei paesi che, in queste settimane, sono oggetto di scontri e tafferugli per l’apertura di nuove discariche.

Sdegno e indignazione anche per gli ultimi scontri che si sono verificati a Taverna del Re, dove, secondo il racconto dei manifestanti, un giovane è stato gravemente ferito. «La situazione resta tesa – dice un rappresentante dei comitati – le istituzioni vogliono farci paura con la minaccia. Intanto l’emergenza rifiuti continua, ma noi comitati – prosegue il rappresentante – chiediamo che ci sia un piano provinciale alternativo per la raccolta dei rifiuti». L’appello lanciato è quello di un incontro tra istituzioni e comitati, per varare insieme il piano rifiuti. «Invece di selezionare i rifiuti – continuano i manifestanti – l’indifferenziato viene sminuzzato e diventa percolato». Megafono, striscioni e sacchetti della spazzatura color oro, proprio per sottolineare l’importanza e la valenza economica che ha il business della raccolta dei rifiuti in Campania.

Secondo i comitati, uscire dall’emergenza è possibile da subito con: provvedimenti immediati per ridurre gli imballi e il divieto di materiali non riciclabili, l’adozione della raccolta differenziata porta a porta su tutta la regione a partire dalla città di Napoli, la costruzione e attivazione della filiera del recupero e del riciclo totale della materia (dal compostaggio per trasformare l’umido in terreno fertile, al riciclo per tutti i materiali come carta, vetro, lattine, che è possibile reinserire nel circuito produttivo) e la bonifica dei territori. Il presidio si è svolto in modo pacifico proprio a pochi metri dall’ingresso del palazzo provinciale, dove alcuni manifestanti hanno gettato finti sacchi di spazzatura e posato il loro striscione.

Molti gli interventi susseguiti, tra i quali anche quello di padre Alex Zanotelli, che ha ribadito l’importanza della manifestazione e le alternative a questo (assente) piano per lo smaltimento dei rifiuti. Mentre i cittadini manifestavano il loro dissenso, i comitati di Terzigno, in segno di protesta, hanno bloccato la circumvesuviana, anche li senza scontri. «In questa regione – dicono i comitati – la politica continua sulla strada di discariche e inceneritori, noi vogliamo l’alternativa». Gli organizzatori del presidio hanno, per di più, preparato un documento da presentare al Presidente della provincia di Napoli, Luigi Cesaro, nel quale si raccolgono i dati che fanno riferimento ad un alto tasso di inquinamento provocato dalla cava Sari di Terzigno.

Chiesto, infine, che venga istituito un registro dei tumori per monitorare l'incidenza e l'aumento delle malattie come tumore e leucemia, legate alla presenza di discariche, già previsto per il 2007, quando la regione Campania spese circa 2,5 milioni di euro.

L'autunno caldo dei rifiuti in Campania

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