Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Avvocata / Via Mezzocannone, 12

Da Mezzocannone in corteo contro la discriminazione e la violenza sulle donne

Studentesse e attiviste degli spazi occupati della via universitaria hanno promosso questa mattina una mobilitazione per dire basta alla violenza sulle donne e alla discriminazione di genere

Manifestazione contro la violenza sulle donne @V.Graniero/Napolitoday

Studentesse e attiviste degli spazi occupati di via Mezzocannone hanno promosso, questa mattina, una mobilitazione per dire basta alla violenza sulle donne e alla discriminazione di genere.
La manifestazione è stata organizzata in poche ore, dopo che si era appreso della denuncia di uno stupro, proprio nelle via universitaria della città, ai danni di una studentessa 23enne. Un episodio in realtà mai avvenuto.

La mobilitazione, messa in atto quando il risvolto sulla vicenda non era ancora emerso, comunque, ha assunto da subito un carattere generale di protesta contro la violenza sulle donne e contro la discriminazione di genere, 'ancora troppo diffusa a tutti i livelli' hanno spiegato le manifestanti.

Le ragazze, oltre a realizzare cartelli, hanno dipinto sui propri corpi e sui propri volti frasi di protesta di grande impatto ('Il corpo è mio', 'mai più', io sono mia') e poi hanno sfilato in corteo portando uno striscione lungo 20 metri con la scritta "Mai più, basta violenza sulle donne".

Il corteo è partito da piazza San Domenico Maggiore per poi attraversare via Benedetto Croce, Piazza del Gesù, Calata Trinità Maggiore, via Monteoliveto e tagliare infine nei vicoli che riportano a via Mezzocannone. Al grido di 'Per ogni donna stuprata e offesa siamo tutte parte lesa", le manifestanti si sono dirette all'interno del cortile dell'Università per poi tornare al Mezzocannone 12 Occupato.

Presenti, oltre alle donne, anche tanti studenti e attivisti, per supportare le compagne e dimostrare che la città di Napoli non tollera le discriminazioni di genere. Una madre, presente per manifestare e supportare la figlia studentessa, dice ai giornalisti "Dopo tanti anni mi ritrovo in piazza accanto a mia figlia, che combatte le stesse battaglie che ho combattuto io negli anni '70. Ancora ce n'è bisogno, ancora esiste la discriminazione è davvero incredibile e scoraggiante".

"La discriminazione di genere, così come la violenza sulle donne, nascono da valori capovolti, dall'idea ancora diffusa di subordinazione della donna. E' un problema culturale" spiegano le attiviste in corteo. "E non vogliamo nemmeno più polizia, non vogliamo sentirci protette, ma vogliamo sentirci libere di essere quello che siamo".

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