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Disperazione in piazza: "Noi commercianti in mano all'usura per colpa dello Stato"

Protesta dei commercianti al Plebiscito organizzata da Confesercenti. Ma una parte dei manifestanti si stacca: "Basta tavoli istituzionali, non servono a nulla. Apriamo tutti"

 

Non ne possono più dei tavoli istituzionali. Tredici mesi di risposte insufficienti da parte delle istituzioni hanno portato i commercianti sull'orlo di una crisi di nervi. Durante la manifestazione indetta da Confesercenti Napoli in piazza Plebiscito, c'è stata una spaccatura tra chi vorrebbe proseguire sulla strada della concertazione e chi è stanco di attendere. 

"Non vogliamo più aspettare i soldi dello Stato, vogliamo lavorare. I ristori sono solo una presa per i fondelli". Drammatica la testimonianza di un imprenditori, che quasi con le lacrime agli occhi urla: "Sono in mano all'usura per colpa dello Stato. Pago 22mila euro al mese tra tasse e fitti e dall'inizio della Pandemia ne ho ricevuti solo 20mila. Ho bussato alla porta degli usurai per far passare una serena Pasqua ai miei operai". 

Il presidente di Confesercenti Napoli, Vincenzo Schiavo, continua a professare calma: "La discussione deve essere politica e civile. Stiamo firmando una petizione per chiedere sospensione delle tasse e spalmatura dei debiti bancari su un periodo di 15 anni". Ma sono in molti quelli che annunciano reazioni più forti: "Dobbiamo aprire i nostri negozi, oppure andare ad occupare supermercati, banche e tabaccai". 

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