Cronaca Piazza Antonio Gramsci

“Tares equa, Differenziata e No Inceneritore”: Giugliano torna in piazza

Oltre mille persone hanno sfilato pacificamente per le vie del centro cittadino: "L'attuale gestione dei rifiuti rischia di far aumentare ancora di più l'inquinamento, i tumori e la Tares"

La manifestazione @V.Graniero/NapoliToday

Giugliano torna in piazza per una Tares più equa e solidale, per chiedere l’implementazione della raccolta differenziata e per ribadire con forza il suo NO alla costruzione di qualunque inceneritore e, in particolare, a quello che dovrebbe sorgere a Taverna del Re.

Una mobilitazione, quella di sabato 8 febbraio, che ha visto oltre mille persone sfilare pacificamente in corteo per il centro cittadino. Una marcia piena di rabbia e voglia di lottare con ogni forza per i propri diritti, ma con molta dignità e compostezza.

Comitati, studenti, associazioni, il sindacato di base e singoli cittadini: a gruppi si sono uniti alla protesta e il corteo, partito in sordina dalla stazione della metropolitana, è cresciuto moltissimo durante il percorso e a piazza Gramsci sono giunti oltre mille cittadini.

Cori e slogan si sono levati contro la tassa sui rifiuti (la più alta in Italia, nonostante il territorio sia tra i più martoriati), l’impianto di incenerimento e la politica (locale e nazionale).

“La città di Giugliano sta attraversando uno dei momenti più bui della propria storia, stanno emergendo tutte le inefficienze frutto dell’operato di una classe politica incapace e collusa che nel corso di questi ultimi anni ha curato soltanto i propri interessi, cancellando ogni speranza si crescita e sviluppo della città” ha scritto il comitati NO Inceneritore, lanciando l'appello alla partecipazione alla protesta.

“Lo scioglimento dell'amministrazione comunale per infiltrazione camorristica – hanno sottolineato gli organizzatori - non ha fatto altro che sancire ciò che tutti sapevano. Oggi siamo una comunità priva di rappresentanza democratica. Lo stato ha inviato i propri uomini per amministrare la casa comunale, ripulendola da chi è colluso con la camorra. Tuttavia, i burocrati non si stanno dimostrando all'altezza del compito loro assegnato: la Tares e la mancata raccolta differenziata hanno messo in luce i limiti del commissariamento” .

Le richieste: “E’ ora di rialzare la testa e di far prevalere il senso civico del popolo giuglianese. Richiedere una tassa equa e solidale, pretendere una vera Raccolta Differenziata e reclamare il NO all'inceneritore rappresentano qualcosa che va oltre la mera rivendicazione: è il popolo che autonomamente si pone a garanzia della democrazia e della giustizia; è il popolo che in assenza delle istituzioni diventa istituzione; è il popolo che si regala un momento di sana partecipazione politica”.

Questo, invece, il comunicato diffuso ieri, subito dopo la mobilitazione: “Il tentativo di ridurre le sacrosante lotte di questi ultimi giorni, ad una mera questione di ordine pubblico, è veramente squallido e riduttivo, è ancora più squallido è l’atteggiamento di alcuni politici e partiti locali che non hanno perso un minuto in più, per oscurare la legittima rabbia dei cittadini e le loro incapacità passata e presenti. È deplorevole la dichiarazione di una parlamentare del PD che adduce a se, il merito per aver ottenuto la riduzione della Tares e tutti i tentativi messi in atto per cavalcare la protesta ai fini elettoralistici.

Ancora una volta i cittadini autonomamente hanno dimostrato senso di responsabilità e di essere la parte più sana della città, nonostante la tanta rabbia. Non nascondiamo la nostra collera nei confronti delle forze dell’ordine e della magistratura, denunciamo con forza i provvedimenti repressivi messi in atto all’indirizzo di alcuni manifestanti (11 provvedimenti restrittivi scattati proprio alla vigilia della mobilitazione di ieri, per alcuni partecipanti alla protesta del 16 gennaio scorso contro il caro Tares, svoltasi davanti alla sede comunale, n.d.r), ci aspettavamo misure simili per chi ha avuto il barbaro coraggio di imporre la Tares più alta d’Italia al popolo giuglianese, e ci riferiamo ai commissari e ai dirigenti del comune di Giugliano. Non crediamo all’errore e se pur di errore si trattasse, chi ha sbagliato deve pagare.
Alla magistratura e alla polizia giudiziale, chiediamo di recuperare il tempo perduto, gli ricordiamo che nell’arco di questi ultimi 20 anni, nulla hanno fatto per fermare la mano assassina di chi ha inquinato e distrutto il territorio, le migliaia di vittime, i bambini e tutti i morti per tumore, chiedono giustizia

Richiedere una tassa equa e solidale, pretendere una vera Raccolta Differenziata e reclamare il NO all’inceneritore rappresentano qualcosa che va oltre la mera rivendicazione.
L’attuale gestione dei rifiuti rischia di far aumentare ancora di più l’inquinamento, i tumori e la Tares. Per evitare simili orizzonti bisogna pretendere una vera Raccolta Differenziata porta a porta, i commissari devono mettere in campo azioni di trasparenza e garantire gli interessi del popolo e non quelli dell’impresa.

Ad oggi nessuno sa quale sia la percentuale e la qualità di raccolta differenziata raggiunta, nessuno sa se alla ditta vengano applicate o meno le penali previste dal capitolato. A queste e ad altre domande i commissari devono dare risposte e le devono dare direttamente ai cittadini mediante strumenti comprensivi e trasparenti.
Questa manifestazione, non è altro che un’altra tappa di un percorso avviato tempo fa, non è la prima e non sarà l’ultima, molto abbiamo fatto e molto ancora c’è da fare, non siamo più disposti a tollerare e a sopportare l’arroganza di una classe politica, che vuole continuare a fare affari con tutti ai danni di una intera comunità.
Continueremo a lottare e a confrontarci democraticamente alla luce del sole, senza capi e rappresentanti, lo faremo con tutti i cittadini che vogliono continuare a vivere in una città più equa, più trasparente e meno inquinata. UNITI SI VINCE, DIVISI ABBIAMO GIA’ PERSO”.

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