Covid, parla il responsabile delle cure domiciliari: "C'è l'impegno di tutti"

A Napoli in 200 vengono curati in casa su richiesta dei medici di base. Ad occuparsene è 'l'Unità operativa dipartimentale semplice Cure e assistenza domiciliare' dell'Asl Na1 Centro, solitamente impegnata con i malati oncologici terminali

Ansa

Sono 200 i pazienti Covid positivi attualmente curati a casa, a Napoli. Si tratta di segnalati dai medici di base alla Asl Napoli 1 Centro, quindi inserite nella rete dei pazienti di cui si occupa 'l'Unità operativa dipartimentale semplice Cure e assistenza domiciliare', retta da Antonio Maddalena. Si tratta di un'unità che solitamente si occupa dei pazienti oncologici in fase terminale (circa 2mila l'anno), che si sta occupando dei Covid positivi dallo scorso 26 ottobre.

"Abbiamo normalmente una equipe di 50 persone - spiega Maddalena - dalla fine di ottobre abbiamo 20 medici. Sono anestesisti, rianimatori, pneumologi e a questi si aggiungono gli infermieri e, in caso di necessità, anche nutrizionisti".

"I pazienti vengono visitati e seguiti telefonicamente - dice - Alcuni vengono dotati di un kit di monitoraggio da remoto, un orologio, che misura la pressione arteriosa, la saturazione e c'è un sensore per la temperatura. I dati vengono inviati ai nostri terminali in tempo reale perché tutte le informazioni vengono trasmesse ogni 15 secondi".

In totale, dallo scorso 26 ottobre a oggi, sono stati 250 gli assistiti dei quali 45 sono intanto guariti. Solo per 4 dei 250 è stato poi necessario un successivo ricovero ospedaliero.

"Ogni giorno arrivano 30 richieste dai medici di base per nuovi casi - spiega il responsabile dell'unità - Ogni squadra, sono 10 in tutto, si muove con macchine aziendali e sono quelle equipe ad effettuare il secondo tampone ai pazienti che seguiamo, quelli che abbiamo preso in carico". Una volta negativizzati i pazienti vengono riaffidati ai medici di base anche perché "il virus lascia sequele che durano anche mesi" come problemi respiratori.

"Nessuno si tira indietro. C'è l'impegno di tutti, indistintamente, e una dedizione encomiabile.", spiega Maddalena a proposito dei rischi che i suoi uomini stanno correndo. C'è anche un'emergenza sociale in atto, con "i pazienti che troppo spesso sono soli". "Il Covid ci sta insegnando che non è solo un problema sanitario, ma di emergenza sociale che accentua la solitudine e la paura".

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