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La storia di Claudio, vaccinato con il lotto AstraZeneca ritirato: “Non ho avuto problemi”

Presidente dell'associazione “La paranza delle idee” di Torre Annunziata, lavora come personale Ata in un istituto superiore di Torre del Greco

“Capisco la preoccupazione di molti colleghi ma io farò sicuramente anche la seconda dose”. È assolutamente convinto della sicurezza del vaccino, Claudio Bergamasco, presidente dell'associazione “La paranza delle idee” di Torre Annunziata e membro del personale Ata di un istituto in provincia di Napoli. Lo scorso 20 febbraio è stato vaccinato con una dose del lotto AstraZeneca ritirato per precauzione. Si tratta dell'ormai divenuto famoso ABV2856 e lui è stato tra i primi in provincia di Napoli a ricevere la prima dose. L'inoculazione è avvenuta all'interno dello stadio Giraud di Torre Annunziata, in quello che è stato il primo punto vaccinale organizzato in città, e uno dei primi in provincia di Napoli per i membri del personale scolastico. Claudio, dopo aver ricevuto la dose non ha avvertito nessun disturbo.

Nessun effetto collaterale 

“Diversamente dalla stragrande maggioranza dei casi, non ho neanche accusato le canoniche reazioni come febbre, dolori articolari e muscolari, spossatezza”. Con lo stesso lotto sono state vaccinate centinaia di persone anche per i giorni successivi. Bisogna considerare che la partita era di 500mila vaccini. “Per quanto ne so io anche altre persone mi hanno confermato di non aver avuto grossi problemi con quel lotto di vaccini. Logicamente poi posso mettere la mano sul fuoco solo per la mia esperienza”. Quando è stato chiamato a vaccinarsi le operazioni si sono svolte abbastanza velocemente e non ha avuto particolari disagi, complici anche i numeri inferiori rispetto ai punti vaccinali napoletani come la Mostra d'Oltremare. Subito dopo essersi sottoposto alla vaccinazione non ha avuto nessun effetto collaterale e aspettava con ansia la seconda dose prevista per maggio. Le prime preoccupazioni sono venute quando si è saputo del ritiro del lotto AstraZeneca anche se mitigate dal fatto che già fossero passate quasi tre settimane dall'inoculazione. Alla pubblicazione delle prime notizie allarmanti, Claudio si è informato per sapere con quale lotto fosse stato vaccinato.

La scoperta del lotto di vaccini ritirato

“Naturalmente prima della notizia sul numero del lotto ho sperato che mi fosse toccato un lotto diverso, perché, inutile negarlo, un minimo di preoccupazione c'è sempre ed è comprensibile. Però mi ero già detto che se dopo tre settimane non avevo accusato nessun problema, così come chi, verosimilmente, si sarebbe trovato nella mia stessa condizione per forza di cose, allora voleva dire che c'era da fidarsi dei medici e degli scienziati che invitavano a non cedere al panico”. Con una piccola “indagine” è riuscito a sapere con quale lotto era stato vaccinato. “Inizialmente non mi è stata rilasciata nessuna attestazione (né, a dire il vero, mi sono preoccupato di richiederla sul posto, visto che nessuno si poneva questo problema). Nel frattempo, di recente la Regione Campania attivato sul portale dedicato alle vaccinazioni la sezione per l'attestazione. L'ho consultata e ho recuperato il mio attestato. Indicante il lotto ABV2856 e l'appuntamento per la seconda dose, che andrò a fare a maggio senza alcuna remora”. Claudio è, infatti, convinto della sicurezza del vaccino e considera fondamentale vaccinare quante più persone possibile nel minor tempo.

“Farò la seconda dose”

“Sono tranquillo. Ben vengano maggiori approfondimenti (a cominciare dal monitoraggio di coloro che, come me, hanno avuto somministrato il vaccino di AstraZeneca appartenente a quel lotto; e lo dico non tanto per preoccupazione ma nella speranza che possa essere utile a spazzar via le nebbie), ma, da parte mia, non è minimamente in discussione né la fiducia nella campagna vaccinale né quella verso lo specifico vaccino che mi è stato assegnato. Spero che i giorni che mi separano dalla seconda dose passino presto. Sento che sia decisamente maggiore il beneficio della protezione dal Covid, che poi significa proteggere anche gli altri, a cominciare dai miei cari, e avere la possibilità di condurre una vita più serena, diversa da quella degli ultimi 12 mesi”. Rispetto alla preoccupazione che si sta facendo largo tra i suoi colleghi del personale scolastico Claudio spiega che per quello che riguarda ciò che a sua conoscenza l'adesione nel suo istituto è restata molto alta.

La preoccupazione dei colleghi 

“Preciso che io sono stato assunto circa un mese e mezzo fa come personale aggiuntivo per l'emergenza Covid e quindi mi ritengo anche fortunato. La coincidenza ha permesso di potermi vaccinare prestissimo, rispetto alle aspettative iniziali. Detto ciò, almeno nella mia scuola, l'adesione è stata piuttosto alta prima di queste notizie. So che c'è stata preoccupazione dopo questa bufera ma non saprei dirti se ci siano stato delle defezioni. Da quello che percepisco, mi pare che si tratti solo di una comprensibile preoccupazione, che però non ha portato a granché, in termini di disdette. Tra docenti e personale, comunque, una buona fetta e stata già vaccinata e l'assenza di testimonianze di reazioni gravi credo che faccia positivamente da contraltare alle notizie allarmanti” conclude.

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