Lockdown a Natale? L'ironia e lo sgomento dei napoletani sul cenone rovinato (e non solo)

"A Natale si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing", spiega il virologo Crisanti. Le reazioni dei napoletani

"Credo che un lockdown a Natale sia nell’ordine delle cose". L'intervista di oggi del virologo Andrea Crisanti a Rainews, ospite di Studio24, ha creato sconcerto anche tra i napoletani. Tradizionalmente, senza scadere in inutili e odiosi, qualunquismi, c'è l'abitudine a Napoli e provincia di riunirsi in tanti in famiglia, magari anche con parenti che vengono da fuori regione per celebrare la festività forse più amata e sentita.

Per tale ragione queste parole di Crisanti non sono piaciute a chi non vuole accettare di trovarsi in una pandemia globale: "Via via che i casi sono aumentati, la capacità di contact tracing e fare tamponi diminuisce e si entra in un circolo vizioso che fa aumentare la trasmissione del virus. Più che misure sui comportamenti occorre bloccare il virus: tra 15 giorni non non vorrei trovarmi a discutere di 10-12mila casi al giorno. Con un lockdown a Natale si potrebbe resettare il sistema, abbassare la trasmissione del virus e aumentare il contact tracing".

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Sui social si sta scatenando in queste ore l'ironia dei napoletani. C'è chi propone di anticipare il lockdown come proposto in Francia ad inizio mese per evitare di rovinare il Natale, ma tale ipotesi pare sia stata bocciata ovunque: "In sei non riusciamo neppure a friggere il capitone e il baccalà", dice Ernesto. "Ora come facciamo se il limite sarà di sei persone? Dobbiamo sperare che la nonna ci lasci forse", è l'amara e macabra constatazione di Angela. "Non toglieteci la gioia di aprire i regali a mezzanotte il 24 con tutta la famiglia", lamenta Andreina."Vi prego, il Natale con la mascherina no. E non toglieteci la notte dei pescinvedoli. Virus ci hai rotto", chiosa Giulio.

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