E' lockdown, De Luca: "Chiudo tutto già ora in Campania. Siamo a un passo dalla tragedia"

"Stop anche agli spostamenti tra comuni. Non voglio vedere centinaia di bare con i morti", spiega De Luca

foto ansa

Vincenzo De Luca nella consueta diretta del venerdì ha espresso tutte le sue preoccupazioni per l'emergenza Covid che ha raggiunto picchi mai visti in Campania. Il Governatore ha annunciato misure imminenti e drastiche per tentare di contenere l'epidemia e dare un po' di respiro agli ospedali saturi a causa dei ricoveri dei pazienti positivi.

Lockdown Campania

"Siamo chiamati a prendere decisioni forti, definitive, efficaci. La situazione è pesante. Ogni giorno rischia di aggravarsi l'epidemia. Non c'è più un'ora di tempo da perdere. Perfino l'ordinanza di oggi è superata dai contagi. Chiesto lockdown su tutta Italia. Chiudo però prima tutto in Campania. E' giusto per noi. Chiudo tutto tranne attività industriali, agricole, agroalimentare, edilizia. Come marzo, febbraio, aprile. Blocchiamo mobilità anche tra comuni, non solo tra province. Tentiamo di difendere le attività produttive per quanto possibile. Oggi siamo ancora in tempo, situazione pesante ma non tragedia, ma siamo a un passo dalla tragedia. Non voglio vedere centinaia di bare con i morti. Oggi 2280 positivi in Campania su 15mila tamponi. Dobbiamo chiudere tutto per un mese, per spegnere focolai e poi se situazione sotto controllo si può pensare a riaprire. Pericolo ora stagione influenzale e apertura delle scuole. Tracciare i contatti è impossibile dei positivi, perchè sono troppi i contagi. Chiudendo ora possiamo immaginare una riapertura parziale a Natale".

Posti letto

"Coinvolgeremo le cliniche private. Chiediamo aiuto a medici di base per filtrare i pazienti che possono stare a casa. Non bisogna intasare gli ospedali. Manderemo a casa dagli ospedali coloro che hanno solo una linea di febbre, saranno seguiti da Asl e medici di base. Su tamponi abbiamo situazioni non all'altezza ancora sui tempi di comunicazione dell'esito, che va dato ogni 12 ore. Fate i vaccini antinfluenzali".

Laboratori privati

"Per fare presto alcuni laboratori privati fanno test rapidi antigenici non affidabili. A volte ne mettono insieme 10 e se esce positivo fanno indagine accurata. Sono speculazioni. Abbiamo chiesto accertamenti mandando i nas. C'era persino gente che chiedeva ai laboratori di non comunicare l'esito positivo sottobanco. E' reato penale".

Scuola

"Ho ascoltato affermazioni stupide e irresponsabili. Le attività da chiudere non sono in astratto, ma dipendono dai contagiati che abbiamo. Nel programma scuola sicura nell'Asl Na 2 abbiamo avuto 50 positvi, tra questi: 5 nella fascia da 0 a 5 anni, 17 positivi da 6 a 10 anni. In ambito scolastico abbiamo 300 positivi solo nella Napoli 2. Non abbiamo chiuso le scuole ma c'è la dad. Si chiude mobilità o livello di assembramento. Si aprono le elementari lunedì se c'è la possibilità di garantire la sicurezza dei bambini altrimenti no. Nelle 2 settimane di apertura delle scuole siamo passati nella fascia 0-5 anni da 88 positivi a 402 positivi. Da 6 a 10 anni prima 57 contagi, dopo 476 positivi. Dagli 11 ai 14 anni prima 49 contagi, dopo 479 contagi. Fascia 15-18 dopo l'apertura 558 positivi (prima una ottantina). Chiedo alle madri e ai papà, vi sentite di mandare ora i figli a scuola?".

Economia

"Non dobbiamo bloccare l'industria, l'agricoltura, l'edilizia, trasporti su agroalimentare, ma ovvia la ricaduta economica. Si chiude in Campania, oggi unica discussione da fare è su piano di misure socioeconomiche di aiuto alle categorie colpite". 

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Confapi: "Lockdown errore, pronti alla piazza"

"Chiediamo ufficialmente al governatore Vincenzo De Luca qual è il piano economico-organizzativo-sanitario che consentirà di gestire la chiusura della Campania. Non basta annunciare il lockdown, in diretta social, ma è necessario anche spiegare come si intende mantenere viva l'economia regionale. Nelle dichiarazioni Fb del presidente della Regione non c'è traccia di questo: non si parla di riorganizzazione del lavoro, di disciplina dei pagamenti della Pubblica amministrazione, di politiche industriali". Lo ha detto Raffaele Marrone, presidente Confapi Napoli. "Ci sono attività che attendono ancora la cassa integrazione della primavera scorsa – ha continuato Marrone – e tante altre, purtroppo, che non hanno proprio ripreso. La salute delle famiglie è di certo una priorità, ma la Regione Campania ha il dovere, nei confronti dei cittadini contribuenti, di essere chiara: come intende sorreggere l'economia spegnendo i motori per oltre un mese?" Conclude il presidente Confapi Napoli: "La scelta drastica e repentina del lockdown necessita di un chiaro programma per impedire il fallimento delle aziende e per assicurare, con le misure sanitarie del caso, la prosecuzione delle attività economiche. Dobbiamo imparare a gestire la convivenza con il virus in attesa di vaccini e farmaci in grado di impedirne la propagazione. Confapi Napoli è pronta, se non ci saranno chiari programmi e prese di responsabilità a tutti i livelli, a scendere in piazza".

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