"In Campania si muore di attesa": il servizio di Luca Abete

Ai microfoni di Striscia la Notizia la testimonianza di un uomo che ha visto morire il padre per aver atteso invano per quattro mesi un intervento di asportazione di un tumore

Abete

Inizia con la testimonianza choc di un uomo che ha visto morire il proprio genitore, la nuova denuncia di Striscia la Notizia sulla sanità campana, andata in onda nella puntata di lunedì 19 dicembre.

Ai microfoni dell’inviato Luca Abete, infatti, la storia di un intervento salvavita di asportazione di un tumore atteso invano per 4 mesi e arrivato solo pochi giorni dopo il decesso dell’ammalato.

Un dramma che non sembra un caso isolato, poiché in altre strutture napoletane i tempi rischiano di essere ancora più tardivi.

Le telecamere del tg satirico di Canale 5, introdotte nei reparti, hanno raccolto il disagio anche degli operatori sanitari, costretti a giustificare il disagio adducendo motivi derivanti dalla mancanza di personale e di conseguente riduzione delle prestazioni.

L’unica soluzione per contrastare l’incedere irrefrenabile della malattia, sembra essere quella di prenotare un intervento “intra moenia”, ovvero a pagamento, per il quale sborsando tra il 7000 e i 15000 euro si può ottenere l’operazione in poche settimane. A spiegarlo è lo stesso Luca Abete: "Nella regione dove i veleni della Terra dei Fuochi hanno fatto ammalare tante persone, accade che i tempi d'attesa per asportare un tumore sono talmente lunghi, che molto spesso non si fa in tempo a curare l'ammalato - scrive l'inviato in Campania di Striscia sulla propria pagina Facebook - . Tutto cambia, ovviamente, se si decide di curarsi a pagamento. Insomma la malattia ha tempi ben più rapidi della sanità pubblica e se non sei ricco, non hai speranza".

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