Cronaca

"Queste lacrime sono per i valori a cui era legato": la commozione della moglie del carabiniere ucciso

La toccante lettera di Rosa Emilio, la moglie di Mario Cerciello Rega, vice brigadiere ucciso a Roma. Durante i funerali ha letto una lettera dedicandola alle mogli di tutti i carabinieri

Lacrime e commozione nella chiesa di Santa Croce, a Somma Vesuviana, durante la lettura della lettera che la moglie di Mario Cerciello Rega, vice brigadiere napoletano ucciso a Roma, ha letto nel corso dei funerali. "Gioia, dolore, solitudine e fierezza" i sentimenti di cui ha parlato la donna, Rosa Emilia, moglie da pochi giorni del carabiniere. "Le lacrime sono frutto dei valori a cui era legato mio marito e che ora farò miei". La lettera è stata dedicata a tutte le mogli dei carabinieri. Rosa Emilia ha chiesto di non essere inquadrata dalle telecamere durante la lettura della missiva. 

"La moglie di un carabiniere deve avere le qualità di un padre e di una madre insieme, essere capace di svolgere tutte le sue mansioni anche se stanca o ammalata", si legge in uno stralcio della lettera. Migliaia di persone hanno affollato la chiesa e il viale antistante per porgere l'ultimo saluto a Mario Cerciello Rega, 35enne Vice Brigadiere ucciso a Roma. 

I funerali di Mario Cerciello Rega

Toccanti le parole del monsignore Santo Marcianò, che ha celebrato la messa: "Se voi responsabili della cosa pubblica imparaste da Mario il senso dello Stato e del bene comune, l'Italia allora risorgerà".

Tante le autorità presenti al funerale, oltre ad una folta rappresentanza dell'Arma, guidata dal generale Nistri: il premier Giuseppe Conte, i ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio, il presidente della Camera Roberto Fico, Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, i ministri Elisabetta Trenta (Difesa) e Sergio Costa (Ambiente), Virginia Raggi, sindaco di Roma, Luigi Pelazza de "Le Iene", Roberta Pinotti, ex ministro della Difesa, Mara Carfagna di Forza Italia.

Intanto è polemica sulla foto che ritrae uno dei due principali accusati di omicidio, un turista americano, bendato mentre viene interrogato in caserma. L'eminente professore di diritto e avvocato penalista americano Dershowitz sostiene che - fosse negli avvocati difensori dei turisti americani - farebbe invalidare il processo per quella foto. 

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