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Let's do it Vesuvio @V.Graniero/Napolitoday

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Let's do it Vesuvio: attacco di pulizia al Parco Nazionale ridotto a discarica

Tanti i volontari che hanno risposto all'appello della rete Let's do it Italy per ripulre le pinete di Terzigno, Trecase e Torre del Greco. Nelle riserve, per anni, sversamenti abusivi di ogni genere

A decine hanno risposto all'appello della rete L'et's do it Italy per un 'attacco di pulizia' al Parco Nazionale del Vesuvio: un piccolo esercito di volontari che domenica mattina ha messo in atto uno speciale Clean up tra le Pinete di Trecase, Terzigno e Torre del Greco, dove, negli anni, sversamenti abusivi di rifiuti di ogni sorta si sono susseguiti per anni, incontrollati.

Per questa iniziativa, intitolata Let's do it Vesuvio, gli attivisti, hanno lavorato diverse settimane per ricostruire una mappatura efficace delle zone del Parco maggiormente colpite dal fenomeno dello sversamento selvaggio e pericoloso. Ne è emerso un quadro scoraggiante (ma purtroppo comune a tantissime aree della provincia di Napoli), in cui un patrimonio naturalistico di enorme rilevanza è stato utilizzato come una discarica. Purtroppo non si tratta solo di rifiuti urbani, dell'inciviltà di qualche gruppetto di turisti o cittadini in gita, ma di veri e propri sversamenti in grande stile: materiale di risulta edile, rifiuti provenienti dalle cucine di ristoranti, tessuti, pellami, elettrodomestici, cataste di pneumatici, vernici. Rifiuti chiaramente pericolosi. Tanti anche i residui di evidenti roghi, di rifiuti dati costantemente alle fiamme (un'altra pericolosissima pratica largamente diffusa sul territorio).

Sversamenti incontrollati, ribadiamo. Una cosa che ha dell'incredibile visto che parliamo di un Parco Nazionale, di una riserva che dovrebbe essere protetta e che potrebbe essere volano per lo sviluppo turistico ed economico del territorio.

Ieri, noi di Napolitoday abbiamo deciso di seguire i volontari che si sono dati appuntamento in via Campitelli a Terzigno e con loro abbiamo affrontato il percorso scelto per la 'bonifica', documentando (come mostrano le foto), come prima cosa, il tragico stato originario dei luoghi.

Dopo una serie di incontri 'preparatori', che si sono tenuti sabato ad Ercolano, gli attivisti si sono dati da fare, con grande entusiasmo, per l'intera mattinata di domenica, lavorando senza sosta fino alle 14. Per questo clean up, i volontari si sono accordati con i Comuni interessati affinché procurassero il materiale necessario alla pulizia (come guanti, mascherine e buste), ma, almeno a Terzigno, di buste e guanti ne sono arrivati troppo pochi (e a fatica), considerata l'enorme ed evidente mole di lavoro e di rifiuti da rimuovere.

Il piccolo esercito di volontari, dicevamo, ha fatto del proprio meglio e non si è data per vinta nemmeno davanti ai cumuli di rifiuti più incredibili, ma si è trattato, come sempre in questi casi, soprattutto di una mobilitazione simbolica, come ci avevano già spiegato gli attivisti di Let's do it Italy, lo scopo è chiaramente quello di Let's do it! Vesuvio: In Italia il World Cleanup 2013 parte da qui
"risvegliare le coscienze e di creare un 'esercito' di cittadini attivi, coscienti, consapevoli, rispettosi, pronti a darsi da fare per il proprio territorio e a pungolare le istituzioni quando sono manchevoli, facendogli capire che una grande forza cittadina ha preso coscienza della realtà e della questione degli sversamenti illeciti di rifiuti tossici sul Vesuvio"
. Una giornata, quindi, di denuncia.

All'indomani del clean up, i promotori si dichiarano "molto felici di come l'iniziativa è stata recepita dalla cittadinanza, al di là del numero di persone che vi hanno preso parte, ci siamo accorti che tutti hanno davvero preso a cuore veramente la questione. Per quanto riguarda invece i Comuni, non siamo affatto stupiti di come alcuni di loro si sono comportati: nello specifico Terzigno ha tradito gli impegni assunti in fatto di materiali (ha portato 24 paia di guanti su 200) e soprattutto ha avuto la spocchia di presentarsi all'iniziativa con l'intenzione di complicare il lavoro e senza alcuna disponibilità. E' evidente che non avevano alcuna intenzione di aiutare. Il fatto che tutti i Comuni abbiano sottovalutato il problema, e abbiano lasciato inascoltate le nostre istanze si è fatto palese alla conferenza, alla quale i sindaci non si sono presentati. Ha fatto eccezione il comune di Torre del Greco: non solo era presente alla conferenza, non solo ha rispettato gli impegni assunti in fatto di materiali, ma soprattutto ieri mattina dalle 9 erano presenti i camion per il ritiro dei materiali. Questo ci ha felicemente stupiti. Monitoreremo la situazione soprattutto a Terzigno fin da stanotte e ci assicureremo che le tonnellate di rifiuti raccolte vengano rimosse".

Una vera bonifica dell'area non può, infatti, che spettare alle istituzioni (tutte quelle coinvolte, dai Comuni fino alla Regione, passando anche per il Governo nazionale, perché quella campana è un'emergenza nazionale. Riguarda tutti, non solo noi) che dovranno, rapidamente, rimuovere i troppi rifiuti speciali e pericolosi sversati per anni. Una pratica che sembra essere diventata comune, ormai, persino in aree protette. Uno scempio che, negli anni, è divenuta quotidianità per l'evidente mancanza di seri controlli e sanzioni. Superficialità, connivenza, illegalità: un mix letale che ha infettato per anni e troppo spesso continua ad infettare la nostra regione e che oggi i cittadini scontano con un disastro ambientale e sanitario di proporzioni enormi.


 

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