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Cronaca

Rapina Leclerc, il difensore del 20enne arrestato: "Ha dichiarato di essere innocente"

Pinto era ritornato in libertà solo 2 settimane fa, quando il Giudice del Tribunale di Napoli Nord gli aveva concesso gli arresti domiciliari

“Chiedo rispetto per il mio assistito, un ragazzo di appena 19 anni che fino a prova contraria, è innocente". Al termine dell’interrogatorio di garanzia presso l’istituto per minori di Nisida, sono queste le parole dell’avvocato Luigi Poziello del Foro di Napoli Nord, difensore di fiducia di Francesco Pinto, napoletano classe 2003, indagato per aver commesso varie rapine di orologi di lusso, tra cui quella al pilota della formula uno, scuderia ferrari, Charles Leclerc, di un prezioso Richard Mille di 2 milioni e mezzo di euro.

“Il mio assistito si è professato innocente ad ogni contestazione di reato formulata dal Pubblico Ministero, spiegando di non aver partecipato alle rapine che gli vengono addebitate”, al termine dell’interrogatorio di garanzia celebrato innanzi al GIP del Tribunale di Lucca Dottor Simone Silvestri. “Non vogliamo che questo sia un caso mediatico di livello internazionale. Il mio assistito ha fiducia nella giustizia, nel Pubblico Ministero che ha condotto le indagini, nelle Forze dell’Ordine e nel GIP che lo ha interrogato”. L’avvocato Luigi Poziello ha preannunciato che presenterà ricorso al Tribunale del Riesame di Firenze per fare chiarezza sulla vicenda. Pinto era ritornato in libertà solo 2 settimane fa, quando il Giudice del Tribunale di Napoli Nord gli aveva concesso gli arresti domiciliari, allorquando era stato acciuffato dopo un anno di latitanza.

Quattro arresti per la rapina al campione di Formula 1

Francesco Pinto di 20 anni, Davide Stefanoni di 30 anni, Annamaria Nocerino di 30 anni e Luciano Allinoro di 40 anni. Sono finiti in manette gli autori della rapina ai danni del pilota di Formula 1 della Ferrari, Charles Leclerc, al quale fu sottratto un orologio di grande valore il 18 aprile del 2022 a Viareggio. Ad arrestare i quattro, tre uomini e una donna, sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Viareggio, supportati dai militari del Comando Provinciale di Napoli, di Caserta e di Milano, su richiesta della Procura della Repubblica ed emessa dal Gip del Tribunale di Lucca. L'indagine condotta dai militari dall'Arma di Viareggio, protrattasi per diversi mesi, ha consentito di ipotizzare la riconducibilità ai soggetti destinatari del provvedimento cautelare tanto l'ideazione che l'esecuzione materiale dell'episodio in questione, consistito nella sottrazione di un orologio realizzato da una prestigiosa azienda svizzera ed il cui valore stimato risulta essere assai ingente. I soggetti, già gravati da specifici precedenti, ripartivano subito dopo la rapina alla volta di Napoli.

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