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Il servizio

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Terra dei Fuochi: "Tutti sapevano ma nessuno ha mai fatto niente"

Nuovo servizio di Nadia Toffa delle Iene sui rifiuti interrati in Campania. Il Commissario Mancini, che aveva indagato nei primi anni '90, e Massimo Scalia confermano che lo Stato era a conoscenza della gravità della situzione

Nadia Toffa, inviata del programma televisivo 'Le Iene', è tornata a parlare della Terra dei Fuochi.

Questa volta, però, nessuna sorpresa: le Iene raccontano di fatti molto importanti, ma già messi in luce dalla stampa negli ultimi mesi. Nel servizio andato in onda ieri sera, infatti, la giornalista intervista Roberto Mancini, commissario della Criminalpol, che nel 1996, dopo lunghe indagini, consegnò un dettagliato rapporto alla Dda di Napoli sul traffico illecito di rifiuti e l'avvelenamento di alcune terra della Campania.

Come aveva già dichiarato in un'intervista rilasciata a Luca Ferrari per Repubblica TV, il Commissario conferma che le Istituzioni (dalle più alte cariche fino a quelle locali) sapevano da tempo cosa stava accadendo nelle province di Napoli e Caserta e quali (e quanti) rifiuti tossici erano stati interrati, ma che non sono intervenute a tempo debito. Mancini, oggi, combatte contro un cancro (un linfoma non Hodgkin diagnosticatogli nel 2002): il commissario si è ammalato proprio per cause di servizio, per le tante indagine svolte in luoghi contaminati, e lo Stato gli ha riconosciuto un indennizzo di soli 5mila euro.

Toffa intervista poi Massimo Scalia, presidente della Commissione parlamentare sul Ciclo dei Rifiuti istituita nel 1997 per contrastare il business degli sversamenti illegali,  che conferma quanto già dichiarato ad Antonio Musella in un'intervista per Fanpage: tutti sapevano, le informazioni sugli sversamenti illegali erano giunte sia ai rappresentanti delle istituzioni locali (presidenti di Regione) che ai ministri competenti. Scalia dichiara che già nel '97 suggerì che tutta l'area divenisse 'sito di interesse strategico nazionale' per essere sottoposta a bonifica.

Infine un passaggio anche sul rapporto tecnico del 2008, già noto (pubblicato integralmente a settembre dal Corriere del Mezzogiorno), che il geologo Balestri consegnò alla magistratura (in un processo che vede 38 imputati per disastro ambientale) per quanto riguarda l'area della ex discarica Resit e di altri terreni di Giugliano in cui viene fuori l'agghiacciante ipotesi che le analisi effettuate su acqua e suoli tra il 2000  e il 2003 dall'Arpac furono 'ritoccate' (i valori, secondo l'ente di controllo, erano tutti nella norma), in quanto non corrispondenti alle successive analisi effettuate dalle quali emergevano diversi fattori di contaminazione.

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