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Autisti bus chiedono mascherine per lavorare, l'Eav li sospende

I fatti risalgono a marzo, nel pieno dell'emergenza Covid-19. Il caposervizio denuncia: "L'azienda non forniva i dpi, mancavano anche gli igienizzanti". La replica di Eav: "Motivazioni strumentali. I dispositivi c'erano"

 

Sospesi perché si sono rifiutati di lavorare senza mascherine e altri dpi. E' la triste storia che vede coinvolti tre dipendenti dell'Eavbus. I fatti risalgono a marzo, quando l'emergenza Covid era nel suo punto più drammatico anche in Campania e si rincorrevano le rigidissime disposizioni sull'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Ancora più stringenti erano gli obblighi per i lavoratori di aziende pubbliche a contatto con gli utenti come gli autisti dei bus. 

Dopo aver chiesto con insistenza all'azienda mascherine, guanti e igienizzanti per le mani, diversi lavoratori hanno deciso di incrociare la braccia e non uscire in strada con i mezzi. "Sono stati circa una decina nel deposito di via Ferraris - spiega Gennaro Conte, dirigente del sindacato Orsa - Eppure, ad essere colpiti sono stati soltanto in tre". A confermare la mancanza dei dispositivi è anche l'allora caposervizio dei dipendenti, Giuseppe Iovane, in pensione dal 30 aprile scorso: "C'è una comunicazione, firmata da me, in cui viene specificato all'azienda la mancanza di mascherine per il numero di lavoratori. Guanti e igienizzanti, per settimane, non sono proprio arrivati. Solo dopo le contestazioni dei lavoratori l'azienda ci ha consegnato quei panni swiffer che il governatore De Luca ha tanto contestato". 

In tutta risposta, l'Eav ha deciso di aprire un procedimento disciplinare nei confronti solo di queste tre persone, chiedendo il loro licenziamento in una lettera del 24 marzo 2020. Successivamente, il 10 aprile, l'azienda corregge parzialmente il tiro e dal licenziamento passa alla sospensione con decurtazione di mezzo stipendio, il divieto di ingresso nel deposito di appartenenza e il trasferimento a un altro deposito, quello più periferico di Agnano. "E' assurdo - continua Conte - che in periodo Covid, i lavoratori chiedano mascherine per la loro incolumità e per quella dei passeggeri e in risposta vengano sospesi". 

Ma a non tornare sono anche i conti in merito ai giorni di assenza contestati dall'Eav. In un caso, infatti, quello relativo al dipendente A. S., l'azienda commina la sanzione per quattro giorni di assenza dal 15 al 18 marzo. Eppure, dai fogli di marcia, il lavoratore risulta regolarmente in servizio sia il 15 che il 16, come conferma anche l'ex caposervizio Iovane: "Non solo era sul bus, ma colui che doveva dargli il cambio non si è presentato sempre per la mancanza di dpi. A lui, però, nessuna sanzione". 

Contattata da Napolitoday, l'azienda, in un primo momento, non ha voluto replicare. Dopo la pubblicazione del servizio, invece, l'Eav ha inoltrato una nota alla nostra redazione, che pubblichiamo integralmente: "EAV è stata all’avanguardia nella gestione del COVID sin dalla sua prima apparizione. Abbiamo fornito mascherine ed ogni tipo di materiale utile ai nostri dipendenti molto prima di ogni altra azienda o ente pubblico in Campania. Le sanzioni disciplinari applicate a pochi dipendenti non sono assolutamente perché si sono rifiutati di prestare il servizio in assenza di mascherine ma al contrario perché pur avendo le mascherine si rifiutavano di prestare servizio adducendo motivazioni false o strumentali. Ed infatti si tratta di pochissimi casi isolati perché la stragrande maggioranza dei dipendenti di EAV, la quasi totalità direi, non ha mai sollevato problemi di questo tipo. Abbiamo sempre lavorato nel rispetto della normativa covid ed abbiamo a cuore la salute e la prevenzione di tutti i dipendenti di EAV, in un confronto costante ed aperto con le organizazioni sindacali".

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