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Giovedì, 13 Giugno 2024

Pomigliano, 28 lavoratori 'ceduti' a un'azienda straniera: "Vogliono licenziarci"

Sono dipendenti del Gruppo Stellantis: "Discriminati rispetto a Torino, loro sono stati assorbiti. Tra 12 mesi non avremo alcuna certezza"

Ceduti, come fossero un macchinario. Discriminati, perché i loro omologhi di Torino sono stati assorbiti dall'azienda. E' il racconto dei 28 lavoratori della Fca Services del Gruppo Stellantis di Pomigliano d'Arco, quello che include Fiat Chrysler e Iveco per intenderci. Questa mattina hanno indetto uno sciopero per protestare contro la scelta dell'azienda, che loro ritengono l'anticamera del licenziamento. 

"Noi ci occupiamo della fatturazione di tutto il gruppo - spiega Peppe Napolitano, delegato sindacale Fiom Cgil - A Pomigliano siamo 28, mentre a Torino sono 170. E' stata proposta una cessione di ramo d'azienda che per i colleghi piemontesi prevede l'assorbimento nelle società del Gruppo; invece, noi saremo ceduti a una società esterna che non offre garanzie". 

Se così fosse, si tratterebbe dell'esternalizzazione di una parte del servizio. Tra le perplessità dei lavoratori, il fatto che l'azienda non abbia sede in Italia: "Si tratta di una società americana, con una sede alle Bermuda. Abbiamo paura che possa essere il preludio al licenziamento" afferma Serpico Clemente, delegato Fim Cisl. Preoccupazione anche in merito alle prospettive per il futuro: "Lavoreremo su una commessa di 12 mesi, dopododichè non ci sono certezze di proseguire il rapporto". 

Non sono mancati momenti di tensione all'esterno dello stabilimento Giovambattista Vico di Pomigliano. I lavoratori hanno paura: "Siamo troppo vecchi per trovare un altro lavoro e troppo giovani per ambire alla pensione" dichiara un dipendente. "Siamo stati discriminati rispetto ai colleghi di Torino. Dopo aver dato l'anima durante la pandemia, adesso veniamo cacciati". 

Al tavolo delle trattative al momento sembra non esserci un punto di incontro. I sindacati hanno rigettato la proposta dell'azienda che, adesso, ha 25 giorni di tempo per proporre alternative o andare allo scontro. 

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