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Primo interrogatorio per Laura Titta. Ma non risponde al gip

La soldatessa si è avvalsa della facoltà di non rispondere davanti al gip di Santa Maria Capua Vetere, ma ha rilascato dichiarazioni sulla detenzione cautelativa. Il legale presenterà richiesta di scarcerazione al Riesame

La giovane soldatessa Laura Titta, arrestata lo scorso martedì con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di boss latitanti appartenenti al clan dei Casalesi, è comparsa ieri davanti il dal gip Cettina Criscuolo di Santa Maria Capua Vetere, ma ha preferito avvalersi della facoltà di non rispondere. L'ordinanza di custodia cautelare era stata emessa dal gip di Napoli Dario Gallo, quindi il gip Criscuolo avrebbe interrogato la soldatessa per rogatoria.

Laura Titta, che seguiva un corso di addestramento nella stessa di caserma - sede del 235 Rav di Ascoli Piceno - di Salvatore Parolisi marito di Melania Rea, ha però rilasciato alcune dichiarazioni spontanee sulla questione della detenzione cautelare, specificando che è nell'esercito dal 2009 e che il suo lavoro è apprezzato. Ha poi riferito che le incombenze militari la impegnano costantemente: di conseguenza, non ritiene giusta la detenzione.

Le accuse che le vengono rivolte riguardano fatti risalenti al 2008, periodo in cui avrebbe ospitato a casa sua, almeno in una occasione, il killer Emilio Di Caterino , all’epoca latitante e oggi collaboratore di giustizia. Stando al capo d’accusa, la soldatessa gli avrebbe procurato anche indumenti puliti e pasti. Stessa accusa per l’amica del cuore di Laura Titta, Francesca Maisto, anche lei agli arresti. Di Caterino, per ricambiare, avrebbe poi organizzato spedizioni punitive per vicende sentimentali su richiesta della soldatessa o di sua madre (sulla quale si sta indagando), Patrizia Aiello. Un episodio in particolare è stato ritenuto significativo: la soldatessa fece picchiare un ex fidanzato, che l'aveva trattata male, attirandolo in un tranello. E ricorse nuovamente all’aiuto di Di Caterino per fermare l’intervento degli amici del ragazzo, a loro volta vicini ad ambienti criminali di Giugliano, che avevano intenzione di vendicarsi.

Il legale di Laura Titta ha dichiarato che nei prossimi giorni presenterà istanza di scarcerazione al Riesame. Al momento non risultano ancora contatti tra la Dda di Napoli e la Procura di Ascoli Piceno, che sta indagando sull'omicidio di Melania Rea ed è solamente noto che i magistrati marchigiani intendono verificare se la soldatessa arrestata conoscesse Salvatore Parolisi.

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