Clan Cifrone sotto scacco, ma il boss si è sottratto alla retata

In corso un'inchiesta per capire come il presunto capoclan sia riuscito a far perdere le proprie tracce proprio quando stavano per notificargli un'ordinanza di custodia cautelare in carcere

Ventidue arresti, eccetto il presunto boss. Sono quelli avvenuti all'alba dello scorso 20 ottobre a Miano, ai danni del clan Cifrone.

Eppure come riportato dal Mattino proprio l'uomo che si suppone sia il più influente del clan non c'era. Capo del sistema di spaccio a ridosso di via Janfolla, ideatore delle modalità di racket nell'area, era scomparso all'arrivo delle forze dell'ordine che dovevano notificargli la custodia cautelare in carcere.

L'ipotesi, al vaglio degli inquirenti, è di una presunta talpa che possa averlo avvertito.

L'inchiesta che ha portato ai 22 arresti si sta rivelando solida e il Riesame ha respinto tutte le richieste di scarcerazione. Adesso – mentre si parla di un intensificarsi delle intimidaizioni nell'area di Miano, nonostante il pesante colpo al clan – c'è da scoprire in che modo il presunto capoclan sia riuscito a svanire nel nulla.

La retata dello scorso 20 ottobre

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