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Bosti scarcerato: Alfano manda gli ispettori in Procura

Il ministro della Giustizia ha aperto un'inchiesta per capire se vi siano state negligenze o omissioni che hanno determinato la scarcerazione di Ettore Bosti, presunto mandante dell'omicidio Fontanarosa

Sulla scarcerazione del boss, Ettore Bosti, il Governo vuol vederci chiaro. Domani è previsto l'arrivo a Napoli del capo degli ispettori del ministero della Giustizia, Arcibaldo Miller, che aprirà  l'inchiesta, voluta da Angelino Alfano, sul caso. L'ispezione dovrà accertare se la scarcerazione del figlio del boss della camorra Patrizio Bosti, indiziato come mandante dell'omicidio di un 17enne, sia stata determinata da eventuali omissioni o negligenze.Il ministro della invierà  ispettori anche ad Asti, dove l'accusato era detenuto, per avere un quadro più chiaro della situazione.

Bosti era stato scarcerato il 2 aprile scorso per un vizio di forma, ovvero la mancata trasmissione agli avvocati difensori che ne avevano fatto richiesta dei file audio con le intercettazioni telefoniche a carico dell'indagato. "E' una scarcerazione che avviene per motivi formali, provocata dai tempi tecnici ristretti per accludere numerosi atti a una urgente richiesta di convalida di fermo al gip di Asti, seguita da una scarcerazione, sempre per motivi formali, da parte del Riesame di Napoli", ha spiegato il procuratore di Napoli, Giovandomenico Lepore.

L'ispezione ministeriale riguarderà sia gli uffici giudiziari di Napoli che quelli di Asti che si sono occupati della vicenda di Bosti, arrestato dai carabinieri, sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, come presunto mandante dell'omicidio di Ciro Fontanarosa, eliminato perché aveva rifiutato di affiliarsi al clan. Pochi giorni dopo l'arresto, il Tribunale del Riesame di Napoli aveva dichiarato l'inefficacia dell'ordinanza di custodia sia nei confronti di Bosti che del presunto esecutore materiale del delitto.

La Dda di Napoli, per correre ai ripari, aveva emesso immediatamente un provvedimento di fermo eseguito prima che Bosti lasciasse il carcere di Asti. Ma il provvedimento firmato dai magistrati antimafia partenopei non era stato convalidato dal gip del tribunale piemontese che si era riportato alle stesse motivazioni espresse dal Riesame.

La procura di Napoli sta ora esaminando le motivazioni dei provvedimenti del Riesame e del gip di Asti per valutare se chiedere una nuova misura cautelare o limitarsi a procedere nei confronti dell'indagato in stato di libertà. Fra gli atti richiesti dai difensori c'é anche la registrazione di un colloquio in carcere fra un detenuto e un parente: un confronto avvenuto per lo più a gesti, in cui il detenuto indica a un certo punto l'etichetta rossa di una bottiglia di acqua minerale. E "il rosso- ha spiegato il gip accogliendo al tesi della Dda - è il nomignolo di Ettore Bosti nella zona Vasto, per il colore dei suoi capelli".

 

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