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Don Patriciello a Radio Marte

Don Patriciello a Radio Marte

Don Patriciello a Radio Marte: “Terra dei Fuochi, uno sterminio come con gli ebrei”

Intervistato da Gianni Simioli, il parroco di Caivano ha raccontato la sua battaglia contro l'inquinamento della provincia. "Io allarmista? Lo dicevano anche di chi denunciava l'olocausto..."

Don Maurizio Patriciello, prete in prima linea contro il disastro ambientale della Terra dei Fuochi, è stato ospite stamane alla Radiazza di Radio Marte condotta da Gianni Simioli con Francesco Emilio Borrelli. “Nell'area della cosiddetta Terra dei Fuochi è in atto uno sterminio di massa – ha affermato Patriciello – come fecero i nazisti con gli ebrei. Mi accusano di essere allarmista. Lo prendo come un complimento, dato che molti anni fa lo dicevano a quei pochi inascoltati che denunciavano la shoah”.

Don Maurizio Patriciello ha anche raccontato di aver perdonato l'ex prefetto di Napoli De Martino che lo umiliò pubblicamente per essersi rivolto durante una riunione al prefetto di Caserta, Carmela Pagano, chiamandola “signora” e non “signora prefetto” come da protocollo. Infine il parroco di Caivano ha confermato che le prime 50mila cartoline della Terra dei Fuochi da indirizzare al Papa – una sua recente iniziativa – saranno reperibili da giovedì nei negozi di via Duomo e a Radio Marte Stereo.

All'interno della trasmissione Gianni Simioli ha anche fatto intervenire in diretta Mario De Biase, commissario alle bonifiche delle aree inquinate dai rifiuti della regione Campania. Il commissario ha spiegato che nonostante le analisi delle terre nell'area ex Resit e Masseria del Pozzo a Giugliano siano risultate negative, non contaminate, ritiene comunque “inopportuno coltivare e mangiare la frutta e gli ortaggi della zona”.

“Ma se una zona – si sono domandati Simioli e Francesco Emilio Borrelli, leader regionale dei Verdi Ecologisti della Campania – non è contaminata secondo le analisi realizzate dallo Stato, perché lo stesso Stato nella persona del commissario alle bonifiche sconsiglia la coltivazione di frutta e verdura ritenendola inopportuna?”

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