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Venerdì, 14 Giugno 2024
Cronaca

Campi Flegrei, Ingv: "Il vulcano prima o poi tornerà a eruttare ma c'è massimo impegno nel monitoraggio"

Non ci sono però al momento segnali che il magma stia risalendo in superficie. Questo l'intervento dei vertici dell'Ingv sul sito istituzionale

"Attualmente la probabilità di una eruzione vulcanica è relativamente bassa, proprio perché non vi sono evidenze di risalita di magma verso la superficie". A fare il punto sui recenti eventi della Caldera Flegrea, l'area vulcanica situata a Nord Ovest di Napoli, è il Direttore dell'Osservatorio Vesuviano dell'Ingv Mauro Di Vito, insieme alla Direttrice del Dipartimento Vulcani dell'Ingv Francesca Bianco e al Presidente dell'Ingv Carlo Doglioni, intervenuti sul sito istituzionale.

"Tuttavia - proseguono - il vulcano ha la sua inarrestabile naturale evoluzione e, prima o poi, tornerà a eruttare". L'Ingv-OV assicura il massimo impegno nella raccolta, studio e interpretazione dei dati e "ogni variazione viene e sarà sempre discussa e comunicata tempestivamente agli organi di Protezione Civile nei suoi vari livelli".

Il volume crostale sollevato al momento, spiega l'Ingv, è pari a dimensioni molto inferiori al km3, "vincolando le dimensioni dei fluidi nell'area di alimentazione del sollevamento". "I dati sismici, geochimici, le deformazioni del suolo, le variazioni termiche superficiali e in pozzo, le variazioni gravimetriche non forniscono, allo stato attuale, indicazioni che il magma stia risalendo verso la superficie".

Difficile poter prevedere un'eruzione

Sulla capacità di previsione di un eventuale eruzione, il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo ha evidenziato molti dubbi. "Le istituzioni dovrebbero essere chiare - sono state le sue parole in una recente intervista - e spiegare alla popolazione che prevedere un'eruzione non è possibile. Noi non sappiamo se e quando accadrà. Nelle direttive che, nel 2021, il Governo ha dato alla protezione civile, ha sottolineato come i fenomeni naturali siano quasi impossibili da prevedere per limiti tecnologici. In questo documento si fa menzione al fatto che i cittadini dovrebbero essere preparati anche ad un'evacuazione durante il fenomeno".

L'avviso della Protezione Civile

Nei giorni scorsi il Dipartimento Protezione Civile ha pubblicato sui social un avviso che riguarda i Campi Flegrei. "Vivi o ti trovi in vacanza nell'area dei Campi Flegrei? Stamattina è probabile che ti abbia svegliato il terremoto: da stanotte infatti uno sciame sismico sta interessando la zona - ha scritto - Dedica 5 minuti a scoprire di più su questa area vulcanica, e su cosa è bene sapere per la tua sicurezza". Nel post, la Protezione civile ha inserito il link a una propria pagina, iononrischio.it, in cui si parla della zona e della sua evacuazione in caso di pericolo.

Il portale "Io non rischio", Campi Flegrei e bradisismo

Nella pagina c'è una descrizione dei Campi Flegrei e del bradisismo. "I Campi Flegrei sono una vasta area vulcanica attiva con una struttura detta “caldera”, cioè un’area ribassata di forma quasi circolare che si è formata per effetto di grandi eruzioni esplosive. La caldera dei Campi Flegrei si estende da Monte di Procida a Posillipo e comprende anche una parte sottomarina nel Golfo di Pozzuoli. All’interno della caldera, negli ultimi 15.000 anni si sono avute oltre 70 eruzioni che hanno formato edifici vulcanici, crateri e laghi vulcanici ancora ben visibili come Astroni, la Solfatara e il lago di Averno. L’ultima eruzione, avvenuta nel 1538, è stata preceduta da un sollevamento del suolo che in due anni ha raggiunto 19 metri e ha dato origine al vulcano Monte Nuovo. Da allora la caldera è quiescente, cioè “dormiente”, ma mostra segnali di attività quali sismicità, fumarole e deformazioni del suolo". E sul bradisismo: "è un lento sollevamento e abbassamento del suolo. Le maggiori crisi bradisismiche più recenti si sono avute nei periodi 1969-1972 e 1982-1984 e hanno fatto registrare un sollevamento del suolo complessivo di oltre tre metri e centinaia di terremoti. Durante queste crisi i residenti del centro storico di Pozzuoli sono stati evacuati e ricollocati in quartieri alla periferia della città.
Dal 2006 è in corso una nuova fase di sollevamento del suolo che, in 16 anni, si è innalzato di circa un metro e ha fatto registrare moltissimi terremoti.
Dal 2012 il protrarsi delle variazioni di alcuni parametri geofisici e geochimici registrate dalle reti di monitoraggio dell’INGV Osservatorio Vesuviano (aumento della sismicità, cambiamenti nella composizione geochimica delle fumarole e dei gas dal suolo e naturalmente il sollevamento del suolo), hanno reso necessario innalzare l’allerta al livello giallo e attivare la fase operativa di attenzione".

Tutti i dettagli del piano di evacuazione sono illustrati qui.

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