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Influenza A: riapre la scuola di Emiliana, ma tra i genitori è rivolta

A Scafati, nella scuola media Martiri d'Ungheria, frequentata dalla bimba stroncata dall'influenza A, i genitori protestano contro la decisione di riaprire l'istituto. Intanto, il sindaco Aliberti ha confessato di aver ricevuto ingiurie e minacce per la decisione presa

Tensione e commozione alla scuola media Martiri d'Ungheria a Scafati, la scuola frequentata da Emiliana D'Auria la ragazzina di 11 anni spentasi dopo aver contratto l'influenza A.

Nell'istituto rimangono banchi vuoti, tanti messaggi di affetto per lei, e la foto sorridente di momenti felici. Accanto al ricordo della piccola però i genitori degli altri alunni protestano contro la decisione di riaprire la scuola.

Oggi si sono presentati si sono presentati davanti ai cancelli protestando vivacemente contro la decisione del sindaco, Pasquale Aliberti, di non chiudere la scuola, avallata peraltro dalle autorità sanitarie. Ma molte mamme chiedono che ci sia almeno una disinfestazione dei locali. C'è chi è pronto a far entrare i figli in classe ma solo con la mascherina.

Le proteste, in alcuni casi si sono trasformate in minacce e ingiurie al sindaco di Scafati che ha confidato di ricevere, da ieri pomeriggio, continue telefonate da parte di ignoti in cui gli attribuiscono gli appellativi di "criminale", "carnefice" e "delinquente" per aver deciso di non chiudere le scuole nonostante il diffondersi del virus dell'influenza A.

"Sconcerto e rammarico" viene espresso dal sindaco che ricorda la decisione di non chiudere le scuole è scaturita nell'ambito di un tavolo tecnico tra le istituzioni, i vertici sanitari locali e la responsabile del Servizio Epidemiologia e Prevenzione come sancito dalla circolare ministeriale del 18 settembre scorso che contiene le raccomandazioni per la gestione dei casi di influenza pandemica da virus H1N1 nelle scuole.

Già ieri gli studenti dello Scientifico e dell'istituto tecnico Pacinotti non erano entrati a scuola. Oggi banchi vuoti nella media Martiri d'Ungheria frequentata da Emiliana.


Continua il sindaco: "Da quando è stato reso noto il provvedimento di non chiudere le scuole ricevo continue minacce telefoniche e ingiurie sul piano personale. Capisco il panico generale, capisco la posizione di molti genitori preoccupati per la salute dei propri figli, ma dobbiamo imparare tutti a essere realisti. La nostra è stata una decisione razionale elaborata sulla scorta di pareri scientifici e competenti che al momento non possono essere contraddetti".

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