Infermiera violentata, coro di proteste: "Città pericolosa"

Il lockdown avrebbe reso delle zone già pericolose delle vere e proprie terre di nessuno. Il commento dei sindacati e di una criminologa al terribile episodio di domenica

Tiene banco la terribile vicenda che ha visto vittima, domenica scorsa nel Metropark di corso Arnaldo Lucci, un'infermiera 48enne. La donna è stata avvicinata e violentata da un uomo poi arrestato, il quale aveva approfittato del lockdown per agire a lungo indisturbato.

"Una violenza inaudita, efferata, brutale, ancora una volta una donna, nel bel mezzo della città di Napoli, da sola, senza l'aiuto e l'intervento di nessuno, ha dovuto subire uno stupro, rischiando di morire, tutto questo è inaccettabile". È il duro commento di Cinzia Massa, Anna Letizia e Vera Buonomo, rappresentanti del coordinamento delle Pari Opportunità di Cgil, Cisl e Uil Napoli.

Il racconto della vittima

I sindacati: "La città non è sicura"

"La donna vittima di violenza - proseguono - stava rientrando a casa dopo una giornata di lavoro, come infermiera che assiste i malati scampati al Covid e la sua terribile esperienza ci testimonia che la nostra città non è sicura, perché lo stupro è accaduto in pieno giorno, in pieno centro. Più volte abbiamo chiesto alla prefettura e al sindaco di Napoli di intervenire in maniera più serrata sui nostri territori, soprattutto in certi quartieri o zone 'difficili' della città, ma deve sempre accadere l'irreparabile per agire?". "La violenza sulle donne - insistono Massa, Letizia e Buonomo - è una piaga sempre aperta che riguarda e coinvolge tutti, non solo le donne, non solo le vittime di abusi, di persecuzioni, di offese, di umiliazioni e di delitti, ma tutte le famiglie e l'intera comunità. Ancora più di ieri non solo condanniamo la violenza sulle donne in tutte le forme, ma crediamo che l'unica strada percorribile sia l'applicazione di leggi e pene severe e realmente efficaci, per frenare una deriva sociale e culturale insostenibile".

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Il commento della criminologa

La criminologa Antonella Formicola ha commentato così la vicenda: "La sicurezza è un diritto imprescindibile dei cittadini: chi cammina per strada ha il diritto di sentirsi sereno. In un Paese civile tali nefandezze non dovrebbero verificarsi e quanto accaduto è di una gravità inaudita". "Una lavoratrice, impegnata per i malati di Covid che dopo il suo turno di lavoro si apprestava a tornare a casa dalla sua famiglia - sottolinea ancora Formicola - ha rischiato di morire nella mani di una belva feroce. Tutti sappiamo quanto sia rischiosa la zona di Piazza Garibaldi soprattutto in determinate ore della giornata. E adesso, in piena emergenza Covid, essendoci poca gente per strada è ancora più pericoloso".

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