Venerdì, 12 Luglio 2024
Cronaca

Paziente le spacca il naso a pugni, il dolore di Veronica: "Un calvario fisico e psicologico"

L'operatrice sanitaria è stata brutalmente aggredita durante il suo turno

"Mi sono sentita violata come donna e come professionista". A parlare è Veronica C., l'operatrice sanitaria che lo scorso 22 giugno è stata brutalmente aggredita da un paziente all'ospedale Cardarelli di Napoli. “Durante la seconda notte di reperibilità presso il reparto di PS/OBI, tra il 21 e 22 giugno verso le ore 02.05 circa, mentre cercavo di dare assistenza e prestare cura, insieme a due colleghi oss, ad un paziente ricoverato in OBI quest’ultimo mi aggrediva dapprima minacciandomi e, non pienamente soddisfatto, mi sferrava inoltre un violento pugno in volto, colpendomi gravemente il naso", ha raccontato attraverso la pagina di Nessuno Tocchi Ippocrate.

"Dopo, quando sono tornata a prendere i miei effetti personali, lo stesso paziente continuava a minacciarmi in napoletano dicendo “sei ancora qua? Neanche te ne sei andata? Ti è piaciuto il pugno?!” A seguito dell’aggressione ho riportato la rottura delle ossa nasali e deviazione del setto nasale, oltre alla prostrazione psicologica (che più difficilmente si rimarginerà) legata alla violenta condotta subita a mio scapito e, di riflesso, a scapito di tutti i professionisti nel settore sanitario. I danni fisici subiti necessiteranno di un intervento chirurgico mentre i danni morali connessi alla violenza subita nello svolgimento delle funzioni, o a causa di esse, resteranno per sempre", ha continuato.

"La cosa più avvilente è la sensazione di essermi sentita violata come persona, come donna, come professionista - ha detto in conclusione - Ho sempre lavorato con senso di abnegazione, cura ma soprattutto nel rispetto delle funzioni e dell’altrui persona e quindi dell’utenza. Quanto mi è accaduto è la moneta con la quale mi hanno ricambiato. Sto vivendo un calvario fisico, psicologico e burocratico indescrivibile e che non auguro a nessuno, tanto meno ai miei colleghi. E proprio questa è la mia speranza: dare ascolto a quella voce che, ahimè da troppo tempo, dice stop alla violenza in corsia!”

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