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L'assessore Sodano durante l'incontro

L'assessore Sodano durante l'incontro

Sodano e gli ambientalisti: bocciato il Piano Regionale dei Rifiuti

L'incontro a Palazzo San Giacomo per discutere di differenziata, emergenza, discariche ed inceneritori. L'assessore: "Napoli diventerà capitale della differenziata"

Si è tenuto ieri, nella Sala Pignatiello di Palazzo San Giacomo, un incontro tra l’assessore all’ambiente Tommaso Sodano e i comitati, le associazioni e i movimenti ambientalisti attivi sul territorio. Al centro della discussione soprattutto il Piano Regionale per i rifiuti.

L’assessore ha bocciato pubblicamente il piano praticamente in toto, partendo in primo luogo dalla grave sottovalutazione delle potenzialità del processo di differenziata che si evince dall’obiettivo indicato dal documento: solo il 50% in 5 anni, di gran lunga al di sotto delle disposizioni europee in merito, quindi un piano che non consentirebbe nemmeno di sbloccare i fondi dell’Unione, perché troppo lontano dai limiti di legge. Proprio su questo punto della differenziata Sodano ha molto insistito, spiegando che tutto il programma della nuova amministrazione comunale si basa sul progressivo e rapido ampliamento della porta a porta che partirà a settembre e che molto dipenderà dallo sblocco delle risorse economiche.

“Analizzando le cifre è evidente che il ciclo della differenziazione non è affatto esoso come vogliono farci credere, l’investimento si riduce a 52 euro a persona, ammortizzabili in pochissimo tempo. Napoli da capitale dei rifiuti sarà capitale del riciclo e della raccolta differenziata.” ha riferito l’assessore che ha anche insistito sull’importanza di “rendere autonoma la città di Napoli per uscire finalmente fuori dalla macchina del ricatto di discariche e inceneritori che vogliono imporci facendoci credere che siano l’unica soluzione possibile”. E a chi gli contesta di essere contrario all’incenerimento, ma di essersi poi accordato con un paese estero per bruciare i rifiuti napoletani, risponde che si tratta solo di un periodo di transizione, non dipeso dalla volontà di questa amministrazione, per rispondere ad un problema gravissimo e contingente, non si tratta quindi della soluzione, ma solo di far fronte all’emergenza nell’immediato e che il percorso sarà quello di un ciclo virtuoso con differenziata, impianti di compostaggio e siti puliti e a norma, per sottrarsi finalmente al mercato drogato e malato dell’intermediazione che ha approfittato per far lievitare i costi e rendere quello della spazzatura un business tra i più appetibili.

“La differenza tra noi e Lettieri – sottolinea l’assessore nel rispondere a chi trova analogie con il piano del candidato sindaco del PDL - che pure voleva mandare all’estero i rifiuti campani, sta nel fatto che nel frattempo noi vogliamo mettere in piedi un processo sano e ambientalista di riciclo, mentre lui voleva fare ancora discariche e inceneritori”.

L’assessore ha poi risposto a dieci domande giuntegli tramite Facebook e poi ha dato voce ai comitati intervenuti, parlando di separazione tra frazione secca e umida dei rifiuti, di isole ecologiche mobili, impianti di compostaggio e trasferenza, modalità e tempi della porta a porta (si è ipotizzato che con le risorse necessarie si potrebbe coprire l’intero territorio entro la fine del 2013 e il primo obiettivo fissato è una copertura di 500.000 cittadini entro gennaio 2012). Si è parlato anche di campagne di sensibilizzazione, di formazione per la cittadinanza. Alcune associazione, come Napoli Punto e a Capo, sottolineano la rilevanza che ha l’informazione in questa delicata fase in cui i cittadini vanno “educati” ad un nuovo modo di intendere la città e l’ambiente, insegnando loro un “metodo” e non lasciandoli soli e allo sbando. Da chimici e veterinari l’allarme per l’aumento di focolai di batteri e sostanze tossiche in rilevante aumento rispetto agli anni passati e il secco no agli inceneritori che rilasciano sostanze assolutamente dannose. A questo proposito l’assessore ha ribadito che il termovalorizzatore di Acerra è un impianto nato malissimo, che oggi è comunque in funzione e andrebbe almeno sottoposto a regolari controlli dell’Osservatorio (ma il comune di Napoli non facendone parte purtroppo non ha poteri).

Altro punto dolente e importantissimo della discussione è stato quello della discarica di Chiaiano. Le manifestazioni e le proteste cittadine degli ultimi giorni non sono passate inosservate e Sodano ha assicurato ai comitati antidiscarica che, pur essendo la materia di competenza della Provincia, la posizione dell’amministrazione resta contraria all’apertura di qualunque altro sito nell’area cittadina. “Se altre discariche verranno aperte in città vorrà dire che avremo perso e ci dimetteremo” queste le parole dell’assessore tese a fugare ogni dubbio in merito. Poche ore prima, proprio nella cava di Chiaiano un geyser di percolato era “esploso” in pieno giorno infestando l’aria con miasmi insopportabili e terrorizzando ancor di più la cittadinanza già in subbuglio, il tutto proprio mentre una delegazione di 5 cittadini (tra cui il sindaco di Mugnano, Giovanni Porcelli) era in visita alla discarica per visionare lo stato dei luoghi. L’assessore ha dichiarato che in merito alla vicenda i tecnici preposti hanno assicurato che trattasi di fenomeni normali, ma l’amministrazione ha chiesto comunque che si faccia maggiore chiarezza con un rapporto tecnico entro pochi giorni che spieghi a fondo le motivazioni di queste esplosioni e come possano non essere nocive per la popolazione. Altra notizia importante è arrivata sul versante dell’ipotesi di ampliamento, che alla Regione è ancora in piedi, ma per ora nessun carotaggio è stato avviato. Gli unici rilievi effettuati in questi giorni riguardano il calcolo del volume di rifiuti che la cava può ancora contenere rispetto alla sua portata attuale. Ma la battaglia antidiscarica non si ferma, restano comunque vivi i propositi della Regione di infierire su di un “territorio che ha già dato fin troppo e che ora andrebbe solo bonificato” ha chiosato Tommaso Sodano.

Molti altri i cittadini e i movimenti ambientalisti che si sono susseguiti al microfono per un incontro che ha stabilito i primi punti da condividere insieme, amministrazione e cittadinanza.

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