Cronaca Porto / Piazza Municipio

Incisioni del Medioevo scoperte nel Maschio Angioino

Il lavoro della ricercatrice Laura Miriello durata oltre tre anni. "Simbologia spesso riconducibile a una sorta di 'cifrario' costituito da forme geometriche e allegoriche che danno vita a un codice artistico e talvolta esoterico"

Maschio Angioino

Esistono pitture murarie e incisioni non ancora scoperte all'interno del Maschio Angioino risalenti al Medioevo? La risposta a questo quesito è affermativa. E' quanto ha potuto stabilire nel corso di un lavoro durato oltre tre anni la ricercatrice Laura Miriello, fondatrice dell'associazione di studi storici e delle discipline spirituali Thelema, in collaborazione con Davide Lazzaro e il geologo Enzo de Luzio, con la supervisione storico-architettonica di Alfredo Buccaro, docente del dipartimento di Architettura della Federico II e direttore del centro di ricerca sull'iconografia della città europea.

La ricerca sarà presentata nel corso di una due giorni in programma mercoledì 5 e giovedì 6 giugno dal titolo 'Voci dal passato' al Maschio Angioino, nel corso della quale saranno anche mostrate le foto più interessanti dell'attività svolta dai ricercatori napoletani non solo a Castel Nuovo ma anche in altre strutture architettoniche e nei siti storici della città di Napoli: "L'obiettivo - spiega Miriello - era quello di 'mappare' e analizzare tutte le simbologie presenti nei siti di interesse storico-religioso di Napoli, partendo dalla zona del Borgo Orefici, (zona se pur povera oggi di tracce architettoniche simboliche evidenti, porta ancora i segni architettonici del passaggio delle varie fasi della storia sacra e profana di Napoli), per poi continuare le indagini storiche in altre aree della città".


Nel corso di questa ricerca il gruppo di lavoro guidato da Laura Miriello si è imbattuto nelle simbologie ritrovate nel Maschio Angioino, a cominciare da quella individuata nell'Antisala dei Baroni: "La simbologia che abbiamo riscontrato - conclude la ricercatrice napoletana - è risultata spesso riconducibile a una sorta di 'cifrario' costituito da forme geometriche e allegoriche che unite insieme o accoppiate in vario modo davano vita ad una forma di codice artistico e talvolta 'esoterico' mirato a 'imprimere' nell'animo di chi guardava il senso nascosto di un messaggio atto a volte ad affascinare in senso mistico-religioso lo spettatore". (Ansa)

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