Muore travolto da un'auto a 16 anni, Rostan: "Se ne parla poco solo perchè era albanese"

"Che avrebbero detto a parti invertite se fosse stato l'albanese ad investire un'italiana? Questo clima d'odio avvelena il Paese", spiega la deputata campana sui social

Velsami Xhemal, 16enne albanese, è morto dopo essere stato travolto da un'auto sulla sopraelevata di Ischia. La donna che l'ha investito, già protagonista di un altro grave incidente sei anni fa nel quale morì un carabiniere, è accusata di omicidio stradale. 

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Michela Rostan (Leu), vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, in un post su Facebook, critica il poco spazio dato dai media nazionali sulla vicenda. "A Ischia un giovane 16enne è stato investito da un'automobilista ed è morto. Una tragedia, come tante accadono lungo le nostre strade, che ha avuto un blando risalto nelle cronache locali dei giornali. Solo leggendo l'articolo, scopriamo due cose. Il ragazzo era albanese, in visita presso la sorella per le vacanze estive. L'investitrice è italiana e appena sette anni fa aveva investito e ucciso un carabiniere. Vogliamo immaginare la portata e l'impatto mediatico della stessa notizia, a parti invertite? L'investitore albanese che pochi anni prima aveva ucciso un carabiniere e la vittima italiana? Io credo che le vittime, italiane o straniere che siano, meritino da parte di tutti noi la stessa considerazione e quell'attenzione, quel sentimento di umanità che è umano rivolgere a chi perde la vita in circostanze drammatiche. Al tempo stesso, gli assassini, italiani o stranieri che siano, restano tali e così devono essere giudicati e puniti per ciò che hanno commesso. Tutto il resto è squallida retorica razzista, intolleranza allo stato puro. E le responsabilità del clima d'odio che avvelena il Paese in questo momento sono tante e diffuse. A partire da chi ha ruoli istituzionali, fino ad arrivare a chi ha la responsabilità di fare informazione deontologicamente corretta, al buon senso che ciascuno di noi dovrebbe avere nella comunicazione con il prossimo. Specie quella digitale".

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