Incidenti stradali

Incidente bus: va al compleanno degli amici e si salva. Morti il padre e la madre

La storia di Susy, 19 anni. Nel pullman che anche la famiglia della sorella maggiore sposata, Annalisa, al completo, con il marito e i due figlioletti, tutti rimasti seriamente feriti e ancora in ospedale

Doveva andare anche lei a quella gita finita tragicamente in fondo a un dirupo. Ma la decisione di andare alla festa di compleanno di alcuni amici le ha evitato di essere sull'autobus della morte, insieme alla famiglia. E' una storia toccante quella di Susy, 19 anni, che in fondo a quella scarpata ha perso il papà Mario, lavoratore socialmente utile presso la scuola 'Virgilio' di Pozzuoli e sindacalista, la mamma, Maria Rosaria e gli zii, Giovanni ed Antonietta.

Nel pullman che ha terminato la sua folle corsa in fondo a un viadotto di Monteforte Irpino, c'era anche la famiglia della sorella maggiore sposata, Annalisa, al completo, con il marito e i due figlioletti, tutti rimasti seriamente feriti e ancora in ospedale. Accanto alle bare, a piangere i genitori e gli zii, era da sola.

Nonostante le insistenze del padre, che amava concedersi qualche giorno di pausa portando sempre con sé la famiglia - e la presenza dell'intero nucleo familiare della figlia maggiore lo sta ad avvalorare - la diciannovenne questa volta aveva detto no. La seconda figlia di Mario e Maria Rosaria, questa volta, non ha voluto cedere assolutamente alle pressioni del padre. In casa non era mancata la battaglia dialettica. Al fine settimana nel Sannio la giovane preferiva il mare e la festa organizzata da tempo in ogni suo particolare con gli amici. Quel 'no' le ha impedito di vivere una tragedia e, forse, le ha salvato la vita.

"Il papà - raccontano Enzo ed Angelo, due amici molto legati a Mario - non voleva cedere. Era preoccupato, perché lui era alla vecchia maniera e voleva i figli sempre accanto a sé. Gli aveva addirittura promesso una festa di compleanno più bella. Lei no! Poi le insistenze delle amiche e le famiglie del vicinato che si erano offerte di seguire Susy nei giorni di assenza, lo avevano fatto desistere!". Lui, Mario, era una persona compita sul lavoro e nel movimento sindacale. Raccontano ancora: "Quel venerdì della partenza, nel pomeriggio c'era una riunione sindacale degli Lsu e lui si era rammaricato tanto perché organizzata a stretto giro. Non poteva liberarsi. Senza di lui la famiglia avrebbe rinunciato al week end tanto atteso. Così pregò un amico di rappresentarlo e poi si era tenuto in contatto telefonico per farsi mettere al corrente di tutto. Lunedì scorso, al rientro, aveva concordato via telefono con gli amici le iniziative da intraprendere per salvaguardare gli Lsu precari nella scuola!".

Accanto a questa c'è la storia di Gennaro, altro Lsu, nel tempo libero imbianchino, morto nel salto dal viadotto, ma che con gesto da eroe è riuscito salvare la moglie. Gli ha fatto da scudo. Lo ha riferito la moglie dal letto dell'ospedale ove si trova ancora ricoverata alle amiche che le hanno fatto visita. "Se io sono qui - hanno poi riportato Lucia ed Eugenia - è tutto per il coraggio e il bene che mi voleva Gennaro. Ha capito che quel salto ci portava alla morte. Mi ha protetto. Non so come abbia fatto. Io ho perso conoscenza. Solo quando mi sono ritrovata in questo letto ho capito ciò cosa voleva dire: Qui si muore!". (Ansa)

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