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Incidenti stradali

Strage del bus: sarà guerra di perizie

Dopo quella ordinata da Procura, anche i tre indagati nominano dei propri consulenti. Intanto la Procura di Avellino potrebbe iniziare gli interrogatori di garanzia giù nel fine settimana

Nell'inchiesta sulla sciagura di Monteforte Irpino costata la vita a 39 persone - di cui l'ultima deceduta due giorni fa - si annuncia una lunga battaglia a colpi di perizie. Da un lato quelle commissionate dalla Procura di Avellino ai consulenti di ufficio e alla Polstrada, e dall'altro quelle che presenteranno – di fronte ad eventuali addebiti – le varie parti a cominciare dai primi tre indagati: Gennaro Lametta, titolare dell'agenzia napoletana che ha noleggiato il bus; e Michele Renzi e Antonio Sorrentino, dipendenti della Società Autostrade Spa, per i quali si ipotizzano i reati di concorso in omicidio colposo plurimo e disastro colposo.

All'autopsia eseguita sul corpo di Ciro Lametta, il 44enne autista del bus, hanno assistito due consulenti nominati dalla famiglia che ora attenderanno sessanta giorni – il tempo chiesto dal medico legale per redigere la relazione – per produrre eventuali contestazioni. Anche Gennaro Lametta, fratello di Ciro, annuncia la nomina di almeno tre consulenti che parteciperanno a tutti gli atti di indagine: dalla affidabilità del bus alla manutenzione della Napoli-Canosa e delle barriere di contenimento sul viadotto.

A questi consulenti di parte si aggiungeranno quelli degli altri due indagati, Renzi e Sorrentino o, per loro, la Società Autostrade di cui sono dipendenti: sotto la responsabilità del primo ricadono i quasi trecento chilometri del Tronco dell'A16 in cui è compreso il viadotto, mentre il secondo è responsabile, per lo stesso tratto, della manutenzione.
Intanto ancora non è stato deciso dalla Procura il calendario degli interrogatori di garanzia per gli indagati: potrebbero cominciare già nel fine settimana se agli inquirenti arrivassero le prime risposte affidate ai consulenti d'ufficio.

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