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Operai morti a Capua: quel silos era una camera a gas

I rilievi, il sopralluogo e le riprese di carabinieri e vigili del fuoco confermano le condizioni del silos: c'era una percentuale altissima di azoto, pari all'80%, e di elio per la restante parte

Secondo quanto si evince da ulteriori rilievi, nel silos c'era una percentuale altissima di azoto, pari all'80%, e di elio per la restante parte. Così, il sopralluogo effettuato da carabinieri e vigili del fuoco nella cisterna dove sono morti i tre operai conferma quel che si pensava: il silos dello stabilimento Dsm di Capua era una vera e propria camera a gas.

Secondo la Procura di Santa Maria Capua Vetere sarebbe stato effettuato un tentativo di bonifica della cisterna prima dell'ingresso degli operai: un tentativo però considerato maldestro, così tanto da aver addirittura peggiorato la situazione.

L'intervento, infatti, questa l'ipotesi della Procura, avrebbe comportato l'uscita dal silos solo dell'elio non invece dell'azoto che, invece, era nettamente presente. In seguito a ulteriori accertamenti si è anche stabilito che i tre operai erano tutti e tre all'interno e che sono morti quasi subito e in contemporanea: all'inizio si pensava che in due fossero dentro il silos e il terzo, Giuseppe Cecere, fosse sceso per aiutarli. Sequestrati, infine, tutti i permessi di lavoro rilasciati dalla Dsm ai dipendenti delle ditte esterne: permessi di cui erano in possesso anche le tre vittime. Offi sarà disposta l'autopsia, che potrebbe svolgersi tra domani pomeriggio e mercoledì.

Per l'incidente sono state indagate una decina di persone per omicidio colposo


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