Cronaca

Rimborsi alle cliniche private durante il Coronavirus: inchiesta della Corte dei Conti

I magistrati contabili indagano su 3,3 milioni di euro spesi dalla Regione Campania

Rimborsi per 3,3 milioni di euro. È questa la cifra su cui ha acceso i riflettori la procura della Corte dei Conti, erogata dalla Regione Campania alle strutture sanitarie private durante l'emergenza Coronavirus. I magistrati contabili vogliono capire se ci sia stato uno sperpero di soldi pubblici a seguito di una denuncia presentata da un Asl campana e finita sulla scrivania del viceprocuratore Licia Centro e del sostituto Davide Vitale. A rivelare l'inchiesta contabile è il quotidiano Repubblica che svela i dettagli dell'accertamento. A eseguire le indagini sono i militari della Guardia di finanza che stanno controllando le carte dei rimborsi promessi alle cliniche private.

I rimborsi 

La Regione Campania ha assicurato, in un primo momento, il rimborso del 95% del budget annuale ai privati a condizione che aiutassero le strutture pubbliche accogliendo malati Covid. Eventualità che si è verificata, fortunatamente, per solo dieci posti letto. L'accordo iniziale prevedeva 700 euro per ogni giornata di degenza in terapia sub intensiva e 1200 per la terapia intensiva. In ogni caso alle cliniche private andava rimborsato il 95% del budget mensile indipendentemente dalle prestazioni erogate, in deroga alla normativa attuale. Percentuale che in un secondo momento è stata abbassata al 70% del budget, a seguito del decreto del governo dell'8 aprile. Dalle informazioni raccolte, però, la percentuale di rimborso sarebbe risalita di nuovo al 95% lo scorso 20 aprile. Dinamiche su cui i magistrati contabili vogliono vederci chiaro e capire se l'esborso finanziario fosse proporzionato alle esigenze della pandemia e se servisse a sostenere adeguatamente il comparto privato in un momento di difficoltà, a causa dello stop delle prestazioni.

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