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Venerdì, 14 Giugno 2024
L'inchiesta / Caivano

Tangenti al clan sugli appalti pubblici nel comune di Caivano: i nomi dei politici coinvolti

Indagati l'ex assessore ai lavori pubblici Carmine Peluso, Giovanbattista Alibrico, ex consigliere di maggioranza, Armando Falco, ex di Italia Viva

Avrebbero avvicinato imprenditori aggiudicatari di lavori pubblici del Comune di Caivano per riscuotere somme da consegnare al clan e una parte del denaro veniva intascata direttamente da loro. È quanto ricostruito nel corso delle indagini che stamani all'alba ha portato all'arresto di nove persone da parte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna. Tra gli arrestati Antonio Angelino, esponente dell'omonimo clan operante sul territorio; Giovanni Cipolletti, Massimiliano Volpicelli, Martino Pezzella, Raffaele Bervicato, Raffaele Lionello, Domenico Galdiero. L'accusa è di corruzione: in manette, tra i nove, l'ex assessore ai lavori pubblici del Comune in provincia di Napoli, Carmine Peluso, Giovanbattista Alibrico, ex consigliere di maggioranza, Armando Falco, ex di Italia Viva. Il Comune di Caivano è stato sciolto, la scorsa estate, per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri.

Dallo stesso mese, il Comune è retto da un commissario prefettizio. Secondo l'ipotesi accusatoria, come si legge nell'ordinanza di cui LaPresse è in possesso, i tre indagati facevano anche da tramite con il clan: informavano Giovanni Cipoletti, Massimiliano Volpicelli e Antonio Angelino su quali erano le aziende vincitrici degli appalti pubblici ed erano gli "intermediari" tra gli imprenditori e gli esponenti del clan, "concordando anche l'importo delle quote estorsive". Inoltre, stando alle indagini, "condizionavano lo svolgimento e l'afidamento delle gare" per i lavori pubblici del Comune di Caivano, "provvedendo con la cooperazione del dirigente del settore lavori pubblici del Comune, Vincenzo Zampella", anche lui tra i destinatari del provvedimento di oggi, "a favorire l'affidamento dei lavori a ditte compiacenti, anche attraverso determine motivate ingiustificatamente dalla somma urgenza degli interventi o attraverso gare oggetto di turbative". 

I lavori pubblici aggiudicati dalle ditte taglieggiate dal clan, a Caivano, interessavano anche le scuole di Caivano. Tra queste, l'istituto scolastico superiore Francesco Morano, al Parco Verde, per un importo che sfiora il milione di euro (998.999,76 ero per la precisione). Attraverso minacce - "anche implicite espressione del metodo mafioso" del sodalizio criminale "nei confronti degli amministratori unici" della ditta aggiudicataria dei lavori - "di possibili ritorsioni" tra cui quelle di ostacolare il proseguimento dei lavori alla scuola qualora non avessero versato la quota di denaro loro richiesta dal clan. Un "evento non giunto a consumazione - si legge nel provvedimento di fermo - per cause indipendenti" dai soggetti coinvolti. Nel mirino del clan anche i lavori di efficientamento energetico in un altra scuola, l'istituto comprensivo De Gasperi 2 plesso San Francesco. 

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