Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca Piazza Giacomo Matteotti

Giugliano: piazza piena contro l'inceneritore, la rivolta continua

Grande partecipazione all'assemblea indetta dai comitati territoriali. Monta l'indignazione contro "l'ennesimo scempio ambientale". Toccante e molto applaudito l'intervento di Alex Zanotelli

Assemblea contro inceneritore @ V. Graniero/NapoliToday

E' ancora mobilitazione a Giugliano: la cittadinanza scende in piazza contro la costruzione di un inceneritore, prevista dalla Regione per bruciare i milioni di tonnellate di ecoballe stoccati sul territorio. Balle che di 'eco', ricordano i comitati attivi nella lotta per la difesa della salute e dell'ambiente, non hanno davvero niente

Molto partecipata e sentita, l'assemblea che si è tenuta ieri a Piazza Matteotti: una piazza piena, risultato di tanti incontri che nell'arco di un mese si sono tenuti su tutti i territori interessati. A centinaia i cittadini sono accorsi, su appello dei comitati, per dire 'NO' ad un impianto a Taverna del Re e per confrontarsi sulla strada di lotta democratica da percorrere tutti insieme. Da questo incontro è nato ufficialmente il 'Comitato No Inceneritore GIugliano'.

Un'assemblea indetta, non a caso, l'11 settembre: una data che ricorda un 'attacco' brutale che ha causato migliaia di morti. Come 'sotto attacco' è da troppo tempo l'esteso territorio tra Napoli e Caserta vittima di discariche legali e abusive, di inceneritori, di roghi tossici, di rifiuti pericolosi sversati o interrati nei campi (anche quelli coltivabili o coltivati) grazie ad un sistema criminale, un territorio dove la percentuale dei tumori è schizzata alle stelle e le morti non si contano nemmeno più.

"Questo è un territorio che da anni attende la bonifica ambientale e non il colpo finale - spiegano, in apertura, i comitati promotori dell'incontro - A questa logica che antepone i profitti economici di pochi alla tutela della salute di tutti, diciamo 'No'. Diciamo 'No' perché siamo stanche di subire passivamente le scelte calate dall'alto. Siamo stanchi di leggere continuamente i manifesti funebri e scoprire ogni giorno che un tuo amico, un tuo parente o una persona a te cara si è ammalata di tumore".

"Riteniamo che la scelta di costruire un inceneritore sia un atto estremo e di una gravità unica - continuano i cittadini attivi -. Chi ha pianificato questa operazione ritiene che nella Terra dei Fuochi e dei veleni tutto è concesso. Considera i cittadini del territorio gente incapace di reagire e di ribellarsi ai loro disegni criminali. Noi abbiamo l'obbligo morale di dimostrare il contrario, perché in gioco che la condanna a morte di un intero territorio e dobbiamo opporci con tutta la nostra forza".

C'è forte rabbia e indignazione per una scelta che sembra completamente insensata: perché costruire ancora impianti con una tecnologia inquinante e superata quando anche l'Unione Europea sancisce che entro il 2020 dovranno essere spenti? E perché insistere nel costruirli su una terra già tanto devastata? Sono tutti interrogativi posti durante la discussione.

Tra gli interventi più intensi e applauditi della serata, quello di Alex Zanotelli. Un ritorno, quello del padre comboniano sempre impegnato per la pace e la giustizia, molto atteso e gradito a nord di Napoli. Zanotelli ha sottolineato non solo la sua ferma contrarietà a questo impianto,  ma ha anche ribadito con forza che  politici colpevoli dello scempio non devono più 'riciclarsi' continuando a riapparire sul territorio, devono andare via e pagare per le proprie responsabilità.

Molti gli esponenti dei comitati territoriali dell'intera provincia che si sono alternati nella discussione, presenti anche alcuni rappresentati delle Giunte locali per ribadire che i Comuni interessati sono tanti e che questa non è una lotta solo di GIugliano, ma riguarda l'intera area metropolitana. Compresa la città di Napoli, ricorda la cittadinanza attiva.

Forti applausi anche per l'ex sindaco di Marano (comune a nord di Napoli che proprio in questi giorni, come altri comuni del comprensorio, ha approvato una delibera per ricorrere al Tar contro l'inceneritore), oggi consigliere, Mauro Bertini che non ha timore di dichiarare che bisogna reagire con determinazione: "Io credo nel pacifismo - dice - ma se mi attaccano, mi difendo e qui siamo sotto attacco. Se difendere la propria terra e la propria salute è terrorismo, allora io sono un terrorista".

Solo domenica scorsa, anche lo scrittore Erri de Luca, durante un incontro tenutosi a Mugnano proprio per discutere dell'inceneritore e dello scempio ambientale che si consuma su questi territori, ha ribadito la necessità di opporre 'resistenza', perché questo tipo di lotta non è terrorismo, come vuole far credere chi "impone con la forza un sopruso e cerca di legittimare la repressione", ma si tratta solo di sacrosanta 'legittima difesa'.

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