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Domenica, 23 Giugno 2024
La denuncia

Incendio in Tangenziale, parla la famiglia di Fulvio: “Non può essere un martire dell'innovazione”

I cari del giovane in coma al Cardarelli chiedono risposte

A pochi giorni dall'incidente la famiglia di Fulvio Filice, il ricercatore rimasto ferito nell'incendio durante il quale ha perso la vita la docente Maria Vittoria Prati, rompe il silenzio e chiede risposte rispetto all'incidente. Con un comunicato ufficiale pubblicato sul profilo Facebook del ragazzo attualmente in coma, i suoi cari chiedono giustizia e risposte rispetto all'esperimento di cui il giovane era protagonista. Queste le loro parole: 

“Venerdì pomeriggio sulla tangenziale di Napoli è esplosa un'auto in transito. Una notizia ripresa presto da tutti i media locali e nazionali per la gravità dell'incidente. In quella macchina c'erano due persone, una di queste era Fulvio. 25 anni, laureando alla Magistrale di Ingegneria Meccanica, una vita piena di sogni, l'ambizione di lavorare in Ferrari: oggi Fulvio è in coma farmacologico, intubato, con ustioni di terzo grado in gran parte del corpo e con i bronchi occlusi. La ricercatrice che era con lui, invece, è deceduta.

Fulvio, durante il suo tirocinio curriculare, era in un'auto prototipo di un progetto del CNR denominato “LIFE-SAVE - Make your car a solar hybrid” che ha l’obiettivo di convertire le auto tradizionali in modelli ibridi-solari,uno spin-off dell’Università di Salerno, portato avanti da quattro partner italiani (eProInn, Mecaprom, LandiRenzo e Solbian). È giusto che la tecnologia progredisca e vada avanti, non vogliamo però che un ragazzo pieno di sogni possa diventare un martire dell'innovazione. Fulvio è vittima di un test fallimentare che cambierà per sempre la sua vita e quella della nostra famiglia. E troppe domande oggi ci tormentano”.

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