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Città della Scienza prima dell'incendio © Tm NewsInfophoto

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Incendio Città della Scienza, de Magistris: "Atto criminale studiato"

Il sindaco ad Agorà su Rai Tre: "Bisogna stare attenti. Se pensano di affossare questa città dovranno passare sul mio cadavere: io sono napoletano e credo in Napoli, noi non molleremo"

Prosegue il lavoro di magistrati della Procura di Napoli e investigatori di Polizia e Carabinieri che cercano di far luce sui responsabili e sul movente dell'incendio della Citta della Scienza a Bagnoli: infatti non restano dubbi sull'origine dolosa anche se per la conferma ufficiale si attendono entro lunedì gli esisti degli esami scientifici. L'inchiesta - coordinata dal procuratore aggiunto Giovanni Melillo e dal pm della Dda Michele Del Prete - non esclude alcuna ipotesi: gli inquirenti valutano infatti sia una pista interna, prendendo in considerazione come movente anche il risarcimento da parte dell'assicurazione, sia la matrice camorrista dell'attentato, con scopi di minaccia estorsiva o di ritorsione. Gli inquirenti non tralasciano neppure la pista dell'eversione, che si reggerebbe soprattutto sulle capacità "tecniche" esibite dagli incendiari, in grado di provocare in pochi minuti l'estensione delle fiamme e la distruzione di gran parte delle struttura. Un'ipotesi, quest'ultima, che il ministro dell'Interno Cancellieri ha comunque definito poco credibile.

Nelle indagini sono impegnate la Squadra mobile della Questura di Napoli, la polizia scientifica, il commissariato di Bagnoli e gli investigatori dei carabinieri. Nelle ultime ore sono state verbalizzate, tra l'altro, le testimonianza dei due custodi in servizio al momento dell'incendio che non avrebbero dato l'allarme in quanto, come sostengono, non si sarebbero accorti di nulla. Le fiamme, stando alla ricostruzione degli investigatori, divamparono pochi minuti dopo la conclusione di un laboratorio teatrale per ragazzi. Domani la Procura affiderà ad esperti la consulenza tecnica per l'accertamento delle cause e delle modalità con cui si è verificato il rogo.


IL SINDACO: "CHIARO ATTO CRIMINALE" - "Sono stato nell'immediato sul luogo, mentre bruciava tutto, ed ho fatto il magistrato per 15 anni: l'impressione è che si sia trattato di un atto criminale studiato e quindi drammatico. Poi devo aggiungere che, come detto anche in passato, il momento è molto delicato: nelle stagioni di crisi le mafie, avendo liquidità, possono cercare di recuperare terreno. Soprattutto possono tentare di recuperare quel consenso sociale che negli ultimi anni hanno perso". Lo afferma il sindaco De Magistris ai microfoni di Agorà su Rai Tre. "Si deve stare attenti dunque: quando cresce la disperazione tra la gente, le mani criminali possono farsi avanti. Sono perciò preoccupato, ma anche molto fiducioso: fiducioso per la reazione avuta in queste ore dai napoletani e dall'intero paese". Secondo De Magistris, "da mesi si registra in città un'aria pesante non solo dovuta alla tensione sociale. Penso ad alcuni tentativi dei mesi scorsi che mi hanno allarmato: il tentativo di far tornare l'emergenza dei rifiuti oppure il caso del gasolio che è stato un atto doloso. Napoli è una città simbolo da diversi punti di vista: può essere il simbolo della riscossa ma, se non si è attenti, può essere anche il simbolo del nuovo affossamento. Se pensano di affossarla, però, dovranno passare sul mio cadavere: io sono napoletano e credo in Napoli, noi non molleremo". Alla domanda se ci sia un legame fra quanto accaduto a Chiaia e l'incendio di Città della Scienza, il sindaco ha detto: "Ho molta fiducia nella magistratura napoletana perché molto attrezzata professionalmente. Apparentemente non esiste collegamento, però dal punto di vista investigativo si deve saper leggere questa città, oltre che dal punto di vista politico e sociale. Nei mesi scorsi, al ministro dell'Interno, di cui ho molta stima, e allo stesso presidente della Repubblica, avevo sottolineato le mie preoccupazioni, quindi non lancio allarmi del giorno dopo. E' un momento molto delicato, anche e soprattutto per Napoli, e la storia insegna che nei momenti del conflitto sociale può accadere di tutto. Per questo il mio compito è quello di unire le forze sane e democratiche della città". Su Città della Scienza, de Magistris spiega: "Per capire cosa rappresentasse Città della Scienza, basta guardare gli occhi dei bambini e dei ragazzi napoletani: era il loro luogo. Perciò è un attacco all'identità della nostra città. Al suo presente e al suo futuro, perché il futuro è cultura, arte e scienza e bellezza. Ed ecco perché Napoli sta reagendo ed ecco perché ci sono stati attestati di solidarietà e vicinanza da parte di tutto il paese: sindaci, associazioni, mondo della cultura e dell'arte. Come già accaduto nella storia, Napoli può essere punto di svolta e di ripartenza in positivo. Ora si deve ricostruire immediatamente: c'é un rapporto ottimo tra le istituzioni, con il presidente della Regione e con il governo che subito è sceso in campo". "Ricostruire immediatamente, dunque, meglio di prima e ancor più forte di prima: così - conclude de Magistris - saranno i bambini e i ragazzi, di nuovo, ad occupare quel luogo. Come durante le Quattro giornate Napoli organizzò la resistenza al nazifascismo, anche oggi saranno i napoletani a liberare la città dalla cappa del malaffare e da chiunque voglia mettere le mani di nuovo sulla città".

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