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Incendio nei pressi del campo-rom vicino al Tribunale

Il fumo ha "oscurato" anche il Vesuvio. Paura per la presenza in zona del carburante dei serbatoi di un'area di servizio. Sul posto i Vigili Urbani, i Vigili del fuoco, la Polizia e la Protezione Civile

Le colonne di fumo hanno oscurato anche la splendida "cartolina" del Vesuvio, per la gioia delle macchine fotografiche dei turisti alloggiati all'Holiday Inn. Nella tarda mattinata un incendio di grosse proporzioni si è sviluppato in via Grimaldi, alle spalle del Tribunale, in un'area normalmente abitata da una comunità di rom.

Pneumatici, mobili, masserizie di ogni genere: un odore acre e penetrante si è sparso nell'aria per centinaia di metri, creando non poche preoccupazioni nelle forze dell'ordine, subito intervenute in massa in via Grimaldi, nei pressi dell'ex mercato del ferro. Gli uomini della polizia municipale, guidati dal capitano Satta e dall'ispettore De Felice, hanno bloccato gli accessi alla strada statale 162, sia in entrata che in uscita nei pressi dell'incendio, oltre che dal Corso Malta, per i mezzi provenienti dal Vomero. Sul posto ovviamente anche i Vigili del Fuoco, il cui Comando si trova proprio da quelle parti, la Protezione Civile e la Polizia di Stato.

"Avevamo paura che le fiamme potessero interessare anche i serbatoi della vicina stazione di servizio della Total-Erg -spiega l'ispettore De Felice-, che si trovavano ad appena dieci metri dal luogo dell'incendio. I Vigili del Fuoco sono riusciti però a domare le fiamme, evitando altri rischi". Nel frattempo, centinaia di auto e camion dirette nella zona vesuviana hanno dovuto deviare il loro percorso e trovare delle strade alternative anche per raggiungere le autostrade. Qualcuno ha aspettato invece che venissero riaperti i varchi per la statale 162, cosa che è avvenuta alle 16 circa. Da anni la presenza in zona dei rom non viene vista di buon occhio da parte dei residenti, che più volte hanno chiesto a gran voce il loro allontanamento. Un "tira e molla" che va avanti da tempo, con scarsi risultati. L'ispettore De Felice ci guida nel campo nomadi, cui si accede con non poche difficoltà: sporcizia e degrado regnano ovunque, e i rifiuti accantonati sono tantissimi. Resti di incendi precedenti non sono stati ancora eliminati. Loro, i rom, non ci sono. In tanti sono in giro per la città a raccogliere altri rifiuti che tenteranno di vendere nei vari mercatini dell'usato della città. Saranno le indagini disposte dall'autorità giudiziaria a stabilire se l'incendio che ha tenuto in allarme le forze dell'ordine per circa 2 ore ha avuto, come si presuppone, origine dolosa. Grande preoccupazione, tra i residenti, per la natura tossica dei rifiuti bruciati, in particolare, copertoni. Altre volte la plastica bruciata è quella dei cavi rubati al cui interno c'è il rame che viene poi rivenduto al mercato "nero". Il fumo era visibile in quasi tutta la città, e solo per pochi metri l'incendio non ha interessato, per fortuna, i tre serbatoi di carburante della vicinissima stazione di servizio: "Le conseguenze potevano essere devastanti", conclude l'ispettore De Felice, prima di dare il via libera alla circolazione verso i paesi vesuviani.

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