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Roghi al campo rom, l'idea del Comune: "Un insediamento con italiani e stranieri"

Dopo l'ennesimo incendio a Cupa Perillo, a Scampia, l'assessore comunale Paolo Mancuso ha partecipato al Consiglio dell'VIII Municipalità e ha presentato il progetto dell'Amministrazione

Un insediamento abitativo che accolga famiglie rom e famiglie italiane che vivono in case popolari diroccate. E' questo il progetto del Comune di Napoli per risolvere in un sol colpo la trentennale emergenza del campo rom di Cupa Perillo, a Scampia, e delle abitazioni fatiscenti e pericolose della periferia Nord. 

Lo ha ribadito l'assessore all'Ambiente del Comune di Napoli Paolo Mancuso, convocato dal Consiglio dell'VIII Muncipalità dopo l'ennesimo incendio registrato a Cupa Perillo. Le fiamme sono divampate all'alba di domenica 24 luglio. A prendere fuoco, come le altre volte, le montagne di rifiuti che circondano le baracche. Ci sono volute ore di lavoro da parte dei vigili del fuoco per domare l'incendio che, per fortuna, non ha avuto conseguenze. 

A Scampia, come in altri insediamenti rom, una serie di concause hanno determinato l'emergenza: la produzione di rifiuti di 200 famiglie, gli scarichi di materiale inerte da parte di aziende dell'hinterland napoletano e l'incapacità di Asia di intervenire frequentemente per impedire il formarsi di colline di immondizia. 

Negli anni scorsi il Comune ha perso un finanziamento di 7 milioni di euro per realizzare un regolare campo. Al consiglio municipale, Mancuso ha spiegato che l'Europa ha bocciato il progetto perché era rivolto a una sola etnia, mentre l'Ue propende per l'integrazione tra razze e popoli. 

Ecco perché l'amministrazione Manfredi ha cambiato strada: "Stiamo progettando un intervento abitativo che comprenda sia famiglie del campo rom che famiglie del Lotto D e delle Case dei puffi. Un progetto multietnico, come ci chiede l'Europa, che precederebbe il grande lavoro di bonifica dell'intera area". 

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