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INCENDI. Nel 2009 in fiamme oltre 6 mila ettari

Il dossier presentato da Legambiente e la Protezione civile ha stimato che, nel 2009, in Campania sono andati distrutti da incendi oltre sei mila ettari di terreno. Maglia nera va alla provincia di Salerno

Oltre seimila ettari andati in fumo per 903 incendi che hanno colpito 212 comuni, pari al 38% del totale. Il 9% degli incendi hanno coinvolto centri urbani. Questi i numeri del "fuoco" in Campania per l'anno 2009, in aumento rispetto al 2008, evidenziati da Legambiente e Protezione Civile nel dossier "Ecosistema Incendi 2010", l'indagine che fotografa la situazione dei comuni campani nella lotta agli incendi boschivi.

Maglia nera spetta alla provincia di Salerno con 393 incendi per una superficie di 2290 ettari andati in fumo e che ha colpito ben 88 comuni, segue la provincia di Caserta con 124 incendi pari a 1433 ettari bruciati. Gli incendi alimentano anche il business del rimboschimento: Legambiente stima che nel 2009 il giro d'affari legato al rimboschimento sia stato pari circa dodici milioni di euro, visto che il rimboschimento di un ettaro bruciato costa 2000 euro.

Davanti a questi numeri migliora però l'attenzione dei comuni campani colpiti dalle fiamme: infatti ben 7 comuni su dieci hanno realizzato il catasto delle aree bruciate, ma solo il 44% ha svolto campagne informative e il 36% ha avviato campagne di avvistamento e prevenzione incendi. Complessivamente il 86% dei comuni ha svolto un lavoro positivo di mitigazione del rischio. Importante passo avanti dei comuni campani nella realizzazione del catasto visto che il 79% ha provveduto ad aggiornarlo negli ultimi anni. Lo strumento del catasto vuole colpire le principali cause di incendi in alcune aree del nostro Paese vincolando la destinazione d'uso di queste aree per 15 anni, e stroncando quindi gli interessi di chi usa il fuoco per far passare il cemento, creare nuove aree al pascolo o fare affari con l'indotto del rimboschimento.

"Gli incendi - ha commentato Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania - sono ormai una costante nella nostra regione, una vera e propria emergenza ambientale e sociale che ha prodotto danni incalcolabili". "Nessuno crede alla favola dell'autocombustione, - prosegue Buonomo - ma sempre più c'é una vera e propria regia criminale che deve essere combattuta con interventi strutturali e funzionali". "Sicuramente la maggiore attenzione alla tutela del territorio da parte dei cittadini e di molte amministrazioni comunali - ha concluso Buonomo - sta dando i suoi frutti, ma è necessario continuare a tenere alta la guardia perché i danni economici e ambientali che procurano gli incendi sono enormi".

A livello nazionale sono quattro i comuni premiati da Legambiente e Protezione Civile con le bandiere "bosco pulito" per l'ottimo lavoro svolto nella mitigazione del rischio incendi: Cannalonga e S.Mauro del Cilento nel salernitano, Moiano e Airola nel beneventano. Sul fronte dell'illegalità sugli incendi boschivi dove spesso ci troviamo di fronte non solo ai "criminali incendiari" ma anche alla vera e propria criminalità organizzata, in Campania il Corpo Forestale della Stato ha effettuato 2029 controlli denunciato 13 persone. Circa 21mila euro sono stati sanzionati per illecito amministrativo relativo agli incendi boschivi con 84 multe effettuate dal Corpo Forestale dello Stato.

"Un lavoro difficile - dice Pasquale Raia, responsabile aree protette di Legambiente Campania - vista la complessità di risalire ai colpevoli dei reati ambientali e dalla difficoltà dettata anche dalla diffusa omertà verso gli incendiari, specialmente nelle piccole comunità montane". "E' determinate il ruolo che i cittadini possono avere per fermare i roghi. Una strada nuova da perseguire - aggiunge Raia - è l'applicazione in Campania del cosiddetto 'metodo Perna', sperimentato con successo in Aspromonte: una premialità rovesciata che, anziché finanziare i territori colpiti dai roghi, li penalizza, incentivando la sorveglianza e la cura dei boschi affinché non siano colpiti dalle fiamme: meno incendi ci saranno più premialità si otterrà". Intanto Legambiente è pronta a scendere in campo con i suoi volontari nei campi antincendio: sono aperte le iscrizioni per i due campi che si svolgeranno nel mese di agosto nel Parco regionale del Taburno Camposauro, precisamente nelle zone a maggior rischio incendio (Bucciano, Bonea, Vitulano). Il campo di volontariato rientra nel progetto "Vivi il parco", finanziato dalla Fondazione per il Sud.

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