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San Sebastiano, un gruppo di "auto-aiuto" per donne vittime di violenza

L'iniziativa, completamente gratuita, è organizzata dallo sportello anti-violenza Lilith. Un programma psico-educativo di gruppo con il supporto della dott.ssa Luigia Sorrentino. Primo appuntamento il 9 maggio

San Sebastiano al Vesuvio dà il via ad un importante progetto indirizzato specificamente a donne che hanno subito violenza domestica. Si tratta di un gruppo di “auto-aiuto” che sarà completamente gratuito.

Ad organizzare l’encomiabile iniziativa - primo appuntamento previsto per il 9 maggio - è il centro antiviolenza “Lilith” che nasce dalla collaborazione tra l’ Associazione Sott’e’Ncoppa e SpazioDonna , grazie al finanziamento del CSV ed è “un progetto di donne per donne, al fine di realizzare sul territorio vesuviano e di Caserta un centro di assistenza e supporto alle donne vittime di violenza. Un centro che si prefigge di essere anche un luogo di aggregazione per quante sono costrette a vivere il dramma della violenza nel privato delle mura domestiche”.


Questa la premessa che le stesse organizzatrici fanno: “I gruppi di auto-aiuto sono caratterizzati dal fatto che la fonte d’aiuto è costituita dai membri stessi del gruppo, i quali si uniscono spontaneamente sulla base di un vissuto problematico, ed insieme danno vita a percorsi ed eventi di crescita attraverso la partecipazione, le relazioni tra i membri, l’autogestione. Il gruppo fornisce supporto, incoraggiamento e strategie di fronteggiamento alle persone che possono sentirsi sopraffatte da un evento o da una situazione critica nella loro vita. Valorizza l’autostima e riduce il sentimento di isolamento. Ogni membro prima o poi ha il ruolo di chi aiuta, sostiene, presta cura ad una persona con disagio e di conseguenza riceve anch’essa aiuto e attenzione. Si tratta di un gruppo strutturato con la presenza di una facilitatrice professionista: la dott.ssa Luigia Sorrentino. Il programma di lavoro è indirizzato specificamente a donne che hanno subito violenza domestica. Si basa sul concetto che le donne lavorando insieme in un ambiente sicuro, amichevole e non giudicante possano cambiare in meglio la loro vita. Possano rafforzare la propria identità e la consapevolezza di sé e del proprio valore, capire quello che sta succedendo, scoprire che altre donne vivono esperienze analoghe, condividere la ricerca di soluzioni individuali e collettive per uscire dall’oppressione. Nel gruppo di lavoro si attuerà tale percorso attraverso il dialogo- confronto tra le singole donne e il loro vissuto, insieme alla facilitatrice, ciascuna potrà riconoscere se stessa nell’altra e vedere che non è la sola ad affrontare una tale situazione. Si tratta di un programma psico-educativo di gruppo, eseguito in sessioni settimanali di 2 ore nell’arco di 12 settimane. All’interno di questo periodo vi sono tre fasi: iniziale, di partecipazione attiva e finale”.

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