Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca Scampia

"Il Gridas non si tocca": oggi una nuova udienza, la solidarietà di cittadini e associazioni

Ancora sotto processo l'associazione di Scampia per "invasione abusiva di edificio pubblico". Uno spazio abbandonato e in degrado che i volontari hanno riaperto al pubblico e reso fruibile. Mille le voci di solidarietà

E' in programma per questa mattina, al Tribunale di Napoli, la nuova udienza del processo che vede il GRIDAS imputato di invasione abusiva di edificio pubblico.

Il Gridas - grupporisvegliodalsonno - è un'associazione (fondata da Felice Pignataro, morto nel 2004) che opera a Scampia fin dai primi anni '80, una di quelle realtà che negli anni anni hanno combattuto per lo sviluppo culturale e artistico di un quartiere difficile, troppo spesso abbandonato e dimenticato dalle istituzioni. Un gruppo di volontari, di attivisti, che in completo autofinanziamento, hanno lavorato per il "bene comune". Nel quartiere lo sanno tutti e la solidarietà all'associazione arriva da ogni parte, da ogni altro gruppo, comitato, associazione o singolo cittadino che in questi anni ha visto il quartiere migliorare anche grazie al lavoro di questi ragazzi.

LA QUESTIONE LEGALE: La sede del GRIDAS è stata da subito stabilita nei locali abbandonati del centro sociale del Rione Monte Rosa, all’Ina Casa di Secondigliano, poi divenuto Scampia. I locali sono di proprietà dell’IACP (Istituto Autonomo Case Popolari). Il rinvio a giudizio per alcuni degli occupanti è partito nel 2005, a seguito di accertamenti dei Vigili Urbani.

LA POSIZIONE DEL GRIDAS: "Va sottolineato come la presenza del GRIDAS nella struttura abbia, non solo mantenuto in piedi l'edificio stesso grazie ai ripetuti interventi di manutenzione ordinaria e talvolta straordinaria, svolti sempre a titolo gratuito, ma abbia negli anni costituito un punto di riferimento per svariate realtà associative che attorno al GRIDAS sono nate, cresciute e si sono confrontate sino a costituire una rete di relazioni e azioni che quotidianamente, e spesso nell'ombra, lavorano per la riqualificazione del quartiere Scampia e per restituire dignità ai suoi abitanti vittime della camorra e, prima ancora, della mal gestione, quando non totale assenza, delle istituzioni preposte a amministrare questo e altri quartieri periferici come parte integrante e non avulsa della città.
Prova di quello che il GRIDAS rappresenta per la società civile e le varie realtà attive è il fatto stesso che lo sgombero fu fermato quasi subito da una mobilitazione generale che, spontaneamente e rapidamente, crebbe a sostegno del GRIDAS e di quello che significa la sua presenza e il suo stesso operare non solo a Scampia ma in tutta Napoli. La mobilitazione sollecitò un intervento del Comune di Napoli cui seguirono alcuni incontri tra Comune e IACP per valutare la eventualità di un "passaggio di proprietà" della struttura per risolvere la questione sfratto. Poi tutto si è arenato dal momento che l'immobile è risultato addirittura non accatastato.
Ma la vicenda giudiziaria prosegue: nonostante i tempi lenti della giustizia e con la perseveranza di chi sa di essere nel giusto, siamo arrivati all'udienza del 2 ottobre 2012.
In quella occasione furono ascoltate la testimone della difesa Maria De Marco (Assessore alla Cultura della Municipalità all'epoca dei fatti) e la responsabile del GRIDAS. Il prossimo 29 ottobre saranno ascoltati altri testimoni. Ma il GRIDAS è un modo di essere, il GRIDAS e la sua sede sono, per il quartiere e non solo, un punto di riferimento e di ritrovo, il GRIDAS siamo tutti noi. Lo sanno bene le associazioni che operano quotidianamente a Scampia e che costantemente ci danno prova della loro vicinanza e condividono con noi questa ennesima forma di resistenza. Non è solo il GRIDAS ad essere processato il 29 ottobre, ma un modo di essere e di operare al servizio dei più deboli, per restituire spazi a un quartiere cui sono state negate sin dalla sua nascita opportunità di sviluppo e di crescita culturale e sociale; un modo di operare dal basso, in economia e senza finanziamento alcuno che vede come "abusivo", per citare una frase del fondatore del GRIDAS Felice Pignataro, "non chi restituisce all'uso dei cittadini una struttura abbandonata da anni e ritenuta pericolosa per l'incolumità degli stessi, ma piuttosto il potere che per anni espropria i cittadini, per incuria, delle strutture che potrebbero migliorarne la vita".

I PROGETTI REALIZZATI "DAL BASSO": Mega progetti di sviluppo e riqualificazioni varie si arenano finendo nel nulla così come sul nulla sono fondati. Eppure Scampia è una fucina di proposte e progetti nati e cresciuti dal basso, come la riqualificazione partecipata delle aree urbane degradate (numerosissime sono ormai le aiuole recuperate da mesi di lavoro volontario: l'area recuperata nei pressi dei 7 palazzi, il "Giardino di Melissa", il "Giardino di Alessia", il "Giardino di Montale", "L'aiuola Isola di Artuto",...); come la proposta nata dal basso e supportata da oltre un migliaio di firme appena a settembre finalmente realizzata di dedicare a Felice Pignataro, fondatore del GRIDAS, la stazione della metropolitana di Piscinola; come il progetto abitativo condiviso da abitanti rom e napoletani del quartiere per la riqualificazione abitativa e sociale dell'area multietnica che da ben prima che sorgesse il quartiere-dormitorio di Scampia ospita i campi rom; come i coordinamenti cittadini per sostenere un ciclo virtuoso dei rifiuti in antitesi con la logica perdente del binomio discariche/inceneritori; come le mille iniziative imprenditoriali realizzate dalla prima casa editrice operante a Scampia e interamente gestita da ragazzi del posto; come le altre numerose azioni quotidiane quali i corsi di formazione professionale, il riutilizzo a scopi sociali dei beni confiscati alla camorra, tutte le molteplici attività create con i giovani e meno giovani del luogo, migranti o "sedentari" che siano, per indicare possibilità e aprire gli occhi e i cuori a persone cresciute senza opportunità di migliorarsi... Proposte e progetti portati avanti con le proprie forze e i propri mezzi dalle molteplici associazioni più o meno recenti del quartiere. Non sarà certo un processo a fermarci, ma resta il fatto che è un paradosso che, anziché supportare le realtà che quotidianamente operano in un quartiere come Scampia per migliorare la realtà quotidiana e offrire modelli e ipotesi di un altro modo di vivere la città, si mettano loro addirittura i bastoni tra le ruote, sottraendo tempo e energie alle più importanti azioni sociali".

LA SOLIDARIETA' DI CIRO CORONA, PRESIDENTE DELL'ASSOCIAZIONE (R)ESISTENZA: "Oggi la giustizia commette l'ennesimo atto vergognoso nei confronti di Scampia: il processo al Gridas. Processare chI ha tenuto sveglie le coscienze in 30 anni di assenza istituzionale, processare la resistenza del quartiere è l'ennesima dimostrazione dell'inadeguatezza di uno Stato che in trincea compare ad intermittenza, il Gridas è patrimonio culturale e artistico della città, è la storia di Scampia, il Gridas siamo tutti noi, sarà difeso con la vita!".

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