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Arrestato il boss Giuseppe dell'Aquila: era in una villa blindata

Ritenuto il reggente dei clan Contini e Mallardo, era latitante dal 2002. L'uomo, soprannominato 'Peppe 'o ciucciò, è accusato di associazione mafiosa, detenzione di armi ed altri reati. Una volta fuggì a nuoto

Il boss della camorra Giuseppe Dell'Aquila, inserito nell'elenco dei 30 ricercati di massima pericolosità, è stato arrestato dalla squadra mobile della questura di Napoli. L'uomo era in una villa blindata a Varcaturo, sul litorale domiziano. Ritenuto il reggente dei clan Contini e Mallardo, era latitante dal 2002. Dell'Aquila è accusato di associazione mafiosa, detenzione di armi ed altri reati.

Soprannominato 'Peppe 'o ciucciò, è uno dei fondatori della cosiddetta 'Alleanza di Secondigliano', un cartello di famiglie camorristiche che negli anni '80 domino' la scena criminale della città, dopo aver inscenato una lunga, sanguinosa guerra con altre bande criminali. Cresciuto all'ombra della potente famiglia dei Mallardo di Giugliano in Campania, acquistò in poco tempo la fama di boss emergente che partecipava a tutte le riunioni decisionali. Divenne ben presto punto di riferimento anche del clan Contini, alleato dei Mallardo.


Alla fine degli anni '80 la sua influenza all'interno della coalizione di clan era tanta che, come racconta un pentito, per sua intercessione ottenne che i Giuliano - Patrizia Giuliano, sorella del 'boss' di Forcella, Luigino era la sua compagna - non fossero sterminati dal gruppo Mallardo-Contini-Licciardi che avevano costituito l'Alleanza di Secondigliano. Uscito dal carcere nel 2001, si diede alla latitanza nel luglio dell'anno successivo quando nei suoi confronti la magistratura emise un provvedimento di arresto in quanto doveva scontare una pena residua. Le forze dell'ordine sono state più volte sul punto di catturarlo ma in più di una circostanza Dell'Aquila è riuscito a sfuggire alla cattura con fughe rocambolesche. Nell'aprile 2009 era nascosto a Giugliano in Campania, ma quando gli agenti arrivarono nel suo nascondiglio, lo aveva lasciato da poche ore. Nell'agosto successivo era a bordo di una lussuosa imbarcazione ormeggiata nelle acque del porticciolo di Mergellina. Per sfuggire alle forze dell'ordine che lo braccavano, si lanciò dalla barca e si dileguò a nuoto. (Ansa)

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