Domenica, 25 Luglio 2021

Whirlpool, Conte: "Fatto il possibile per i lavoratori. Ora valutiamo altre strade"

L'ex premier a Napoli per sostenere Manfredi: "Abbiamo offerto alla multinazionale tutte le agevolazioni possibili, ma non c'è stato verso di convincere i dirigenti. Non bisogna lasciare soli gli operai"

"Su whirlpool abbiamo fatto tutto il possibile, ma non c'è stato verso di convincere la multinazionale a restare. Ora, bisogna valutare soluzioni alternative di riconversione del polo". Giuseppe Conte prova a mascherare con le parole quello che per i Governi da lui presieduti è stata una cocente sconfitta: il licenziamento di oltre 400 lavoratori dello stabilimento di via Argine della Whirlpool.

A Napoli per sostenere la candidatura a sindaco di Gaetano Manfredi, l'ex premier ha incontrato anche delegazioni di disoccupati e, soprattutto, degli operai della multinazionale degli elettrodomestici. La notizia del licenziamento arrivò nell'era del Governo giallo-verde. L'allora ministro allo Sviluppo economico Luigi Di Maio, che pochi mesi prima, aveva firmato un accordo per il rilancio industriale del polo di Ponticelli, ripetè a più riprese che la Whirlpool non avrebbe lasciato Napoli. 

Durante il Conte 2, il testimone passò a Patuanelli che proseguì la strada delle rassicurazioni intrapresa dal predecessore. Nel mezzo, un impegno forte fu preso dallo stesso Giuseppe Conte. In particolare, a giugno del 2019, in visita a San Giovanni a Teduccio, l'attuale leader del Movimento 5 Stelle dichiarò: "Dopo i provvedimenti del Governo, Whirlpool ha fatto un passo indietro e non dismetterà l'impianto di via Argine".

La storia, purtroppo, ha detto il contrario. E a Conte, oggi non più premier, non resta che proporre nuove soluzioni: "Abbiamo fatto tutto il possibile. Abbiamo offerto ogni tipo di agevolazione e io stesso, come ultimo atto del mio Governo, ho telefonato ai dirigenti per convincerli, ma non c'è stato verso. Ora, non dobbiamo lasciare soli questi lavoratori. Bisogna, innanzitutto, individuare ammortizzatori sociali e studiari processi di riconversione. Fino a oggi è stato difficile perché loro, i lavoraotri, vogliono una sola cosa: restare in quel posto a produrre lavatrici".  

Sul tema è intervenuto anche Manfredi: "E' l'ultima delle grandi sconfitte subite da questa città in tema di lavoro. Bisogna rivedere le leggi che consentono il finanziamento a multinazionali che poi decidono di delocalizzare, impoverendo interi territori e lasciandosi dietro il dramma della disoccupazione". 

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