Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Piazza Plebiscito

Giornata mondiale contro Green Hill e la vivisezione: Napoli si mobilita

Presidio spontaneo di cittadini e animalisti fuori la Prefettura. I Verdi: "Per noi è anche una giornata di sensibilizzazione per dare un segnale forte contro i maltrattamenti nella nostra regione"

Un momento della manifestazione (Foto Viviana Graniero)

Successo questa mattina per la manifestazione spontanea contro Green Hill a Napoli. A raccontarlo, il commissario regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli e Vincenzo Sepe responsabile per il Sole che Ride dei diritti degli animali presenti all'iniziativa - è stato un successo clamoroso. Centinaia di persone con i loro cani hanno anche improvvisato un girotondo a P.zza Plebiscito. I cittadini, animalisti e non, vogliono la chiusura della Green Hill, la società bresciana di allevamento di animali da laboratorio, e per il boicottaggio dei campionati Europei di calcio previsti in Polonia ed Ucraina dove si sta perpetuando una vera e propria mattanza dei cani e gatti randagi".

Nei dieci gazebo allestiti, sono state raccolte in meno di 6 ore oltre 5mila firme per la chiusura di Green Hill. Tanti i nomi noti: l'amministratore del Teatro Augusteo Francesco Caccavale e di Alessandro Cannavale figlio del noto attore Enzo. "Da Napoli - spiegano i Verdi - vogliamo promuovere il referendum nazionale contro la vivisezione e la caccia in Italia".

"Mentre noi - denuncia l'animalista Sonia Scotto - ci battiamo contro ogni violenza sugli animali il Comune di Napoli sta sfrattando il rifugio “La Fenice” a Ponticelli. Il terreno sul quale è stato costruito il ricovero, grazie all’azione di Carmela Vitale, presidente dell’associazione A.D.L.A Onlus che da anni si occupa di salvare i cani abbandonati nei posti più degradati del capoluogo campano, fu assegnato, al tempo, dall’amministrazione comunale in comodato d’uso, la stessa che ora intende sfrattare sia i cuccioli sia l’intera struttura. Grazie ai sacrifici di Melina e dei volontari, il rifugio ora ospita 180 cani che saranno purtroppo abbandonati alla strada, non appena lo sfratto diventerà esecutivo. Siamo sotto sfratto, perché non ci hanno concesso la proroga e, in più, l'ASL ci ha dato il blocco degli ingressi dei cani, quindi abbiamo il blocco della banca dati regionale e non possiamo più microchippare i cani a nome dell'associazione e, di conseguenza, se dovessimo trovare un cane ferito per strada o se dovessero esserci delle persone che lasciano cucciolate fuori al rifugio non potremo accoglierli più all'interno. Non abbiamo mai percepito nulla dal Comune per la nostra attività ma non ci aspettavemo che addirittura  ci osteggiassero in questo modo vergognoso decretando di fatto la morte di tanti animali".


 

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