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Gigi D'Alessio (Facebook)

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Gigi D'Alessio, pioggia di querele: “Certa stampa fa terrorismo su di me”

Il cantante ha sporto di recente 36 querele per diffamazione. "Ci sono abituato alle cavolate che scrivono su di me, però difendo il mio onore. Sono una persona seria e ho la fedina penale pulita"

Trentasei querele. Sono quelle presentate da Gigi D'Alessio di recente, contro una “certa stampa che pur di sbattere il mio nome in prima pagina – spiega il cantante – è pronta a tutto”. D'Alessio, intervistato dal settimanale Oggi, si racconta i relazione alle numerose vicende giudiziarie e non che lo vedono protagonista, e a come queste vengono trattate sui giornali.

“Ci sono abituato alle cavolate che scrivono su di me – racconta – Però querelo e difendo il mio onore. Sono una persona seria e ho la fedina penale pulita”. “Io ho cantato per tutti – prosegue a proposito della sua partecipazione a matrimoni di personalità della camorra – Ho sempre lavorato per chiunque mi ingaggiasse, l’ho fatto anche per il Papa. Se è per questo, e per lo stesso principio, dovrei essere in odore di santità”.

“Purtroppo c'è molta invidia nei miei confronti e il mio successo dà fastidio – va avanti il musicista – Montano scandali sul niente, usano il mio nome senza motivo o strumentalmente, come sulla faccenda dei poliziotti che solitamente mi scortavano nei concerti a Napoli”. D'Alessio ha ammesso l'episodio della scorta abusiva da parte di alcuni poliziotti.

“Io non c’entro niente con questa faccenda – racconta – Innanzitutto il poliziotto arrestato è un mio fan da tempo, da almeno venti anni e tutte le volte che andavo a cantare in zona, si faceva trovare in servizio e mi scortava con la macchina, mi faceva la staffetta. Lo faceva sempre anche con mia moglie Anna per la quale, in occasione di un concerto a Marcianise, si è fatto trovare per accompagnarla. Io ho grande rispetto per gli uomini in divisa ma oramai manco più dei poliziotti uno si può fidare”. “Io cosa c’entro? - conclude il cantante - Questo è terrorismo. Lo chiamo terrorismo. La mia rabbia nasce per questo motivo: certa stampa fa il mio nome impropriamente e non si rende conto del male che fa”.

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