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L'esperto sui gamberetti spiaggiati: "Sono krill, indice di mare pulito"

 

Ventiquattro ore di allarme pensando che l'acqua del Golfo di Napoli avesse ucciso chili di Gamberetti. Invece, il ritrovamento sulla spiaggia di Lacco Ameno, a Ischia, potrebbe addirittura essere indice della qualità del mare dell'area protetta Nettuno. Lo sostiene la Stazione zoologica Anton Dohrn, incaricata dalla Capitaneria di Porto di condurre le analisi del caso. 

"La prima cosa da dire - spiega Marco Munari, coordinatore della sezione isolana della Stazione - è che non si tratta di gamberetti, bensì di krill del Mediterraneo. Sono organismi non adatti all'alimentazione umana, ma sono cibo prezioso per altri esemplari marini. Non è un ritrovamento preoccupante, si tratta quasi sicuramente di un fenomeno naturale. Questa specie è soggetta a migrazioni verticali, dal fondo alla superficie, e questo abbinato a una corrente sfavorevole può aver causato lo spiaggiamento. Nello stretto di Messina, per esempio, avviene spesso". 

Non sarebbe stata quindi l'acqua inquinata a uccidere i krill: "La presenza di questi esemplari - continua Munari - è indice di qualità dell'acqua, non di inquinamento. Ciò testimonierebbe l'ottimo stato di salute dell'Area marina protetta Nettuno. Anche se non abbiamo concluso le analisi possiamo già escludere che ci sia un collegamento tra lo spiaggiamento dei krill e l'acqua bianca di Mergellina". 

Per fugare qualsiasi dubbio, le analisi della Stazione zoologica proseguono per scongiurare la presenza di metalli pesanti nel Golfo di Napoli. Nelle prossime ore, i dati ufficiali dei rilevamenti saranno consegnati alla Capitaneria di Porto. 

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