Baby gang, Gaetano: "C'era tanta gente ma nessuno si è avvicinato"

Il giovane aggredito il 12 gennaio a Chiaiano racconta la sua esperienza

 "Sono stato aggredito, malmenato, e comunque i ricordi sono vaghi. Tanti piccoli frammenti che si accavallano. Ma di questa disavventura oggi mi porto dietro non tanto l'aggressione, quanto il fatto che c'erano tante persone, in quel momento, eppure nessuno ha avuto il coraggio di avvicinarsi e fare qualcosa". Lo dice a Repubblica Gaetano, il quindicenne aggredito da un gruppo di ragazzini più o meno della stessa età, lo scorso 12 gennaio a Chiaiano.

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Per quello che è successo a Gaetano e prima di lui ad Arturo, vittima di 20 coltellate in pieno pomeriggio a via Foria, sono scesi in piazza 4mila studenti. "Non so proprio come ringraziarli", afferma Gaetano, " Apprezzo tutto l'affetto che mi stanno dando, il coraggio che mi stanno trasmettendo. Ringrazio anche Arturo, è venuto qui e mi ha dato tantissimo appoggio. E ringrazio tutte le persone che si sono fatte vive. I miei genitori, i miei cugini, i miei amici che sono venuti a darmi conforto in ospedale, i rappresentanti e anche le forze dell'ordine. Spero molto che facciano qualcosa", dice Gaetano riferendosi agli organi di giustizia, " e che qualcosa si smuova dopo quanto accaduto. Lo spero davvero". L'esperienza vissuta fa dire a Gaetano, che ancora non sa cosa farà da grande, che una certezza ce l'ha: "spero di fare qualcosa di buono e di utile per la societa'".

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