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Acqua a "sbafo", 20mila i predoni tra Napoli e provincia

Bevono, sciacquano e sprecano a sbafo. Allacciati alla rete, i ladri dell'acqua potabile non pagano ma consumano. Non esistono per i Comuni, non esistono per le società di gestione della rete e delle riscossioni

Bevono, sciacquano e sprecano a sbafo. Allacciati alla rete, i ladri dell’acqua potabile non pagano ma consumano, e quanto consumano visto che non pagano. Secondo alcune stime, riportate da Francesco Vastarella su Il Mattino, sarebbero almeno 20mila i "predoni" tra Napoli e Provincia.

Non esistono per i comuni, non esistono per le società di gestione della rete e delle riscossioni. Un centinaio sono stati scoperti e denunciati negli ultimi sei mesi grazie a una massiccia campagna avviata soprattutto dalla Gori che gestisce la distribuzione nell’area vesuviana, in Costiera e a Capri

I comuni si accorgono di loro soltanto quando ricevono le fatture dai grandi adduttori: i conti non tornano perché quote erogate e consumi non collimano. E tra i fuorilegge c’è pure chi riempie piscine, innaffia giardini, pulisce auto e strade.

Dalla costa flegrea al giuglianese, regno dell’abusivismo edilizio, migliaia sono le case senza licenza che mai avrebbero potuto avere allacci alla rete idrica. Ma non sono soltanto i territori degli scempi edilizi a subire i colpi dei ladri di acqua. Nella ricca isola Azzurra, ad Anacapri, a seguito di una segnalazione del comando dei Vigili Urbani, è stato trovato di recente un tubo fuorilegge grazie al quale il proprietario di una villa riempiva la propria piscina: il titolare della fornitura illegale ha ricevuto una sanzione economica di 12mila euro.

 

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