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Cronaca

Ragazzi uccisi, il funerale di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro: "No alla violenza e al rancore"

A celebrare il funerale l'arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia. Presenti 500 persone sotto la pioggia battente davanti alla chiesa di piazza San Ciro

Le salme di Giuseppe Fusella e Tullio Pagliaro, i due giovani uccisi a colpi di pistola la notte tra il 28 e il 29 ottobre scorsi a Ercolano, al loro ingresso nella chiesa di piazza San Ciro, sono state salutate da un lungo applauso e dal lancio di 500 palloncini. Tra i primi ad arrivare il sindaco della città vesuviana, Vincenzo Cuomo. All'esterno in piazza presenti diversi gruppi di persone, amici e conoscenti per l'ultimo saluto, circa 500, sotto la pioggia battente. 

"No alla violenza, no al rancore"

Don Mimmo Battaglia nell'omelia per i funerali dei due ragazzi ha usato queste parole per rendere conforto ai loro amici e familiari: "Non scegliete la strada del rancore ma state dalla parte della vita. Comprendo la vostra incredulita' nutrita dal dolore e dalla rabbia, avete appreso brutalmente della morte violenta dei vostri amici e sapete bene che questa vicenda rimarrà indelebile nella vostra memoria. Vi prego ragazzi, la loro morte non deve essere inutile. Avete due strade di fronte a voi da imboccare: nutrirvi del rancore o seminare nei vostri cuori, nei cuori dei vostri amici e di quelli delle vostre famiglie i semi di una speranza e di un'armonia. E poi ai genitori, distrutti dal dolore. Mamma Rosaria e mamma Imma, papà Oreste e papà Sandro, non posso restituire Tullio e Giuseppe al vostro abbraccio, ma posso solo accostarmi alle vostre famiglie e provare a vivere con voi questo dolore. Io sono con voi, siamo con voi. Come comunità non vi lasceremo mai soli ma vi saremo accanto. E' una promessa che facciamo dinanzi a Tullio e a Giuseppe e dinanzi a Dio che oggi li accoglie nella sua casa". 

Le bare di Giuseppe e Tullio lasciano la chiesa - VIDEO

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L'autopsia

È durato tre ore e mezza l'esame autoptico, svolto dal medico legale nominato dalla procura di Napoli Anna Gargiulo, sui corpi delle due vittime. Come era emerso da fonti investigative, sono morti entrambi per un colpo alla testa penetrato dal tettuccio della Panda su cui si trovavano. Ad esplodere i colpi di arma da fuoco, sul 26enne e sul 27enne, Vincenzo Palumbo. I ragazzi erano alla ricerca di un luogo di ritrovo - probabilmente la vecchia stazione della funivia, da qualche tempo punto d'incontro di più giovani che vivono nella parte alta della città vesuviana - e si erano persi. Da qui l'arrivo in via Marsiglia, dove hanno incontrato la morte perché il camionista 53enne, residente in una villetta del posto, pensava fossero dei ladri.

La moglie di Palumbo chiede perdono

Ieri la moglie di Palumbo, Maria Rosaria, ha intanto chiesto scusa per quanto fatto dal marito. "Chiedo perdono alle famiglie delle vittime. Quel che ha fatto mio marito non lo doveva fare, deve pagare con la giustizia perchè ha tolto due figli alle mamme. E io che sono una mamma posso capire cosa può significare".

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