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Accoltellata dall'ex, l'ultimo saluto a Sonia. Il papà: "Sei il mio amore"

La giovane è stata uccisa a coltellate dall'ex fidanzato napoletano

Si è tenuta questa mattina la cerimonia di sepoltura delle ceneri di Sonia Di Maggio la 29enne riminese massacrata a coltellate dall'ex fidanzato. Una cerimonia straziante e intima, alla quale hanno partecipato una quarantina di persone tra famigliari e amici della ragazza, con il padre della giovane che ha voluto collocare personalmente l'urna nel loculo.

Il padre: "Sei il mio amore"

"Quella di Sonia è stata una fine tragica che ci angoscia" ha spiegato don Tarcisio Tamburini, come riporta Tommaso Torri di RiminiToday. "Sappiamo quanto dolore ha suscitato questa terribile vicenda - ha proseguito il parroco - ma di Sonia voglia ricordare le cose belle e l'affidiamo alle mani di Gesù, mani più misericordiose delle nostre", ha continuato il prete.Il padre della 29enne ha poi raccolto l'urna con le ceneri per deporla, dicendo solamente "Sei il mio amore, sei il mio amore"“.

Ritrovata l'arma del delitto

Un coltello da sub, un giubbotto e altri indumenti, ancora pieni di tacce di sangue. Questi oggetti, ora in mano agli investigatori, sarebbero legati all’assassinio di Sonia Di Maggio, la 29enne di Rimini che la sera del 1° febbraio scorso ha trovato la morte a Specchia Gallone, frazione di Minervino di Lecce, dove da circa un mese conviveva con un coetaneo del posto.

Gli oggetti, come riporta LeccePrima, sono stati ritrovati dagli agenti di polizia del Commissariato di Otranto. Il coltello sarebbe l’arma del delitto impugnata da Salvatore Carfora, 39enne di Torre Annunziata. Mentre il giubbotto sarebbe quello di cui si era sbarazzato nella notte, dopo aver cercato un rifugio, prima di raggiungere Otranto e salire su un treno, diretto a Lecce, per poi cercare di rientrare in Campania.

Il coltello da sub, a serramanico, lungo 20 centimetri e con lama di 8, era stato nascosto sotto un cumulo di pietra. I poliziotti l’hanno ritrovato a circa 200 metri dal luogo del delitto, nei pressi della scuola materna di Specchia Gallone. Mentre gli indumenti (giubbotto, felpa, pantaloni e calze) erano dietro un muretto a secco, anche in questo caso sepolti sotto sotto alcune pietre, alle spalle del cimitero di Minervino. È qui che Carfora ha trascorso la notte, subito dopo l’uccisione. E sul posto la polizia scientifica ha refertato innumerevoli tracce ematiche.

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