Addio a Gerardo Marotta, i funerali laici a Palazzo Serra di Cassano

Ad aprire la funzione, iniziata alle 12, il presidente emerito della Corte Costituzionale Francesco Paolo Casavola. Numerose le autorità arrivate a porgere l'ultimo saluto all'avvocato e filosofo partenopeo

Funerali laici a Palazzo Serra di Cassano, oggi, per l'avvocato Gerardo Marotta. La lunga e partecipata giornata di cordoglio dedicata al filosofo partenopeo è iniziata presto, alle 9.30, e ha visto partecipare – tra le altre – numerose figure istituzionali del presente e del passato della città.

Ex collaboratori del suo studio legale, borsisti, professori universitari, cittadini, tutti a salutare per l'ultima volta una vera e propria istituzione della cultura napoletana. Tra i primi Antonio Bassolino, arrivato con la sua compagna, l'onorevole Anna Maria Carloni. L'ex sindaco ha sottolineato la sua vicinanza nel considerare la cultura come prima risorsa civica della città. Vincenzo De Luca, presidente della Regione, arriva poco dopo.

A precederlo, di poco, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. Il primo cittadino ha sottolineato la vicinanza della sua amministrazione all'Istituto degli Studi Filosofici: “Abbiamo fatto molto per l'Istituto – ha spiegato – Ma per salvare la biblioteca occorrono risorse di cui l'amministrazione non dispone”. De Luca, al figlio di Marotta, Massimiliano, ha promesso di prendere a cuore il problema.

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Poco dopo è arrivata anche Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli fino al 2011. “Marotta era un amico di famiglia”, ha sottolineato commossa. Tra i vari, alla spicciolata, sono arrivati i Pd Umberto Ranieri e Valeria Valente, il regista Mario Martone, il consigliere delegato di Città della Scienza Vincenzo Lipardi, gli attori Mariano Rigillo, Patrizio Rispo e Annamaria Ackermann, il presidente dell'Ordine dei giornalisti campano Ottavio Lucarelli, il direttore della Rai di Napoli Francesco Pinto.

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Ad aprire la funzione, iniziata alle 12, il presidente emerito della Corte Costituzionale Francesco Paolo Casavola. Paricolarmente veemente l'intervento del figlio Massimiliano Marotta. Un grido, rivolto a Napoli e ai suoi cittadini: lottare per l'Istituto. "Siamo tutti affratellati. Perché Gerardo Marotta si è preso cura della città. E questo Istituto appartiene alla vostra più forte identità. Voi dovete lottare per questo Istituto, che è il presidio più alto contro la criminalità Voi dovete pretendere la Biblioteca. Voi dovete lottare perché questo Istituto ospiti l'avvocato Gerardo Marotta".

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